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Tg Politico Parlamentare, edizione del 12 maggio 2020

SCONTRO APERTO NEL M5S E NEL GOVERNO

La regolarizzazione dei migranti frena il decreto rilancio, a poche ore dal Consiglio dei ministri. Il Movimento Cinque Stelle dice no a quella che giudica una sanatoria, un colpo di spugna sui reati commessi dai datori di lavoro. Una nota di palazzo Chigi ricorda che sul punto si era raggiunto un accordo nella notte di domenica. Insorge il Pd, che parla di un decreto tenuto fermo. Nel testo, di 260 articoli, tante misure a sostegno di imprese e famiglie. Compresi i soldi per milioni di lavoratori in cassaintegrazione. Si tratta fino all’ultimo minuto, nella speranza di tenere il Cdm in serata. Da risolvere anche la questione della copertura di alcune misure. Il decreto vale 55 miliardi, piu’ di una manovra economica.

DL RILANCIO, LEU: SÌ ALLA REGOLARIZZAZIONE

Il ‘decreto rilancio’ piace alla sinistra. Il capogruppo alla Camera, Federico Fornaro, invita il governo ad allargare il più possibile gli ammortizzatori sociali e ad accelerare gli accrediti a favore di lavoratori e imprese. Ma il giudizio sulla maxi manovra anti Covid è positivo. Sulla regolarizzazione dei migranti, Fornaro sottolinea: “E’ una norma di giustizia: si combatte caporalato e lavoro nero facendo emergere dall’invisibilità tutte quelle persone che allo stesso tempo rappresentano anche un rischio in termini sanitari”.

BONAFEDE SI DIFENDE IN AULA, MA IV LO ATTACCA

“Nessuna interferenza” sulla nomina del capo dell’amministrazione penitenziaria. E “nessun condizionamento” sulle scarcerazioni dei boss mafiosi per motivi di salute. Alfonso Bonafede si difende dalle accuse che lo hanno investito in questi giorni. Durante l’informativa alla Camera, il ministro della Giustizia rivendica la sua decisione di non nominare il pm Nino Di Matteo al vertice del Dap. La sua difesa convince il Pd, mentre la Lega lo attacca. Al Senato il centrodestra ha presentato una mozione di sfiducia individuale a cui guarda anche Italia Viva, facendo tremare la maggioranza. Non a caso, il partito di Matteo Renzi giudica “parziale” la ricostruzione dei fatti offerta da Bonafede.

FASE 2, ARCURI: LE MASCHERINE RESTANO A 50 CENTESIMI

Il commissario per l’emergenza Coronavirus Domenico Arcuri si difende dalle accuse per la carenza di mascherine nelle farmacie. Il prezzo massimo fissato a 50 centesimi non condiziona l’approvvigionamento, spiega Arcuri in conferenza stampa. E aggiunge che al momento, nei magazzini delle Regioni, c’è una disponibilità di 55 milioni di dispositivi. “La rete della grande distribuzione funziona”, assicura Arcuri osservando che nei prossimi giorni verrà siglato un accordo anche per venderle anche nei tabaccai.

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12 Maggio 2020
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