Spiagge, la rabbia di Toti: “Con queste linee guida impossibile riaprire”

Il governatore della Liguria spara a zero sulle linee guida per spiagge e ristoranti: "Basta deliri, a meno che qualcuno non sogni un’Italia chiusa in casa e con le imprese chiuse per sempre"
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GENOVA – “Vergogna, vergogna, vergogna”. Lo ripete tre volte il presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti, in una nota di risposta al gruppo consiliare del Partito democratico che chiede un tavolo di confronto sull’apertura della stagione balneare. “Sa il principale partito di governo a Roma- si chiede retoricamente Toti- che le linee guida nazionali per le spiagge prevedono distanze tra gli ombrelloni tali da ritenere unanimemente impossibile aprire gli stabilimenti balneari? Sa che nel ‘decreto maggio’ non è prevista alcuna proroga per la Bolkestein? Sa che nulla sta facendo il loro governo per aiutare i sindaci nella gestione delle spiagge libere? Unico suggerimento per ora affidarsi al volontariato. Ma un euro dei 75 miliardi che dite di voler spendere ce lo vogliamo mettere?”. E, sempre a proposito di linee guida, chiede ancora Toti, “sa il Pd che la distanza prevista tra i tavoli dei ristoranti non consentirà la riapertura della maggior parte di questi?”.

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Il governatore dice che cercherà “ancora una volta, di risolvere i guai fatti dal Pd Roma” e chiede agli esponenti locali del governo giallorosso, “che prendono uno stipendio e stanno chiusi in casa da mesi”, di parlare con l’esecutivo e con i tecnici per “evitare altri deliri simili. A meno che, cosa che temo sempre più, qualcuno non sogni un’Italia chiusa in casa, con reddito di cittadinanza e le imprese chiuse per sempre. Amici del Pd, basta sproloqui: guadagnatevi lo stipendio e dite al vostro governo di fare cose serie”.

“QUATTRO METRI TRA OMBRELLONI SONO TROPPI”

“Quattro metri tra un ombrellone e l’altro mi sembrano molti. Non vedo per quale ragione debba stare a 1,5 metri da una persona quando la incontro per strada e a quattro metri sulla spiaggia”, ha detto Toti a “Effetto giorno” su Radio 24, commentando le prime indiscrezioni sulle linee guida dell’Inail e dell’Istituto superiore di sanità per l’avvio della stagione balneare.

“Tra le molte cose che le mi preoccupano- ribadisce il governatore- non metterei le spiagge e gli stabilimenti balneari al primo posto perché sono all’aria aperta, in luoghi normalmente molo ventilati come le coste italiane e certamente quelle liguri, sotto il sole che produce raggi uva disinfettanti naturali, sulla sabbia su cui normalmente i virus non attecchiscono”. Piuttosto, conclude, “ho più timore per i molti piccoli locali dei nostri caruggi, con aerazione forzata che andrà attrezzata con filtri e senza ricircolo”.

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12 Maggio 2020
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