Torna la visione autoritaria, nel M5S oggi comanda la destra

L'editoriale di Nico Perrone per DireOggi
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Spettacolo incredibile. Una dichiarazione del Presidente del consiglio smentita dal capo politico reggente del M5S, il primo partito della coalizione che lo sostiene. Da giorni, e anche in questo momento, volano stracci dentro il Governo e tra i partiti della maggioranza. “E’ colpa del Pd che vuole regolarizzare tutti gli immigrati e dare la sanatoria ai ‘caporali’ delinquenti” dicono dal Movimento; “E’ colpa del M5S, ormai nel caos più totale, con Di Maio che vuole comandare e sconfessa quanto fa il reggente Vito Crimi, per attaccare anche il presidente del Consiglio che ormai mal sopporta”. E ci sono poi altre ‘campane’, sconsolate: “Noi del Pd stiamo facendo le ‘crocerossine‘, ogni giorno in campo per curare le ferite, riportare la concordia per i casini combinati dal M5S”. Molto triste il parlamentare del M5S che, parlando di quanto succede dietro le quinte del Movimento, al cronista spiega: “Ormai il M5S di Crimi e Di Maio è di destra, la destra è diventata la componente maggioritaria ed è per questo che faranno di tutto per stralciare la questione immigrati dal decreto rilancio per poi farla naufragare su un binario morto. La stragrande maggioranza dei parlamentari vive nel terrore, nessuno si pronuncia contro questa deriva”. Ed è proprio sul Presidente del Consiglio, a quanto si apprende, che si sta spostando il fuoco degli ex amici: “Tocca a lui, deve scegliere se cedere al Pd e a Renzi oppure no”. Pesa la grande popolarità che Giuseppe Conte riscuote tra i cittadini italiani, il suo volersi sempre più ritagliare una posizione di forza che, spiega una fonte del M5S, “è entrata in contrasto con la voglia di Di Maio di ritornare presto a fare il leader”.

Nel marasma, intanto, è fermo il decreto rilancio con i 55 miliardi di euro da mettere subito a disposizione di imprese e cittadini in difficoltà. Ancora non si sa se, dopo tanti rinvii, stasera si riuscirà finalmente a riunire il Consiglio dei ministri per decidere. E viene da tremare pensando a tutte le altre questioni di sicuro scontro che, prima o poi, si presenteranno: dal voto sulla mozione di sfiducia contro il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, presentata dal centrodestra, alla decisione del Parlamento sui 37 miliardi del Mes.

LEGGI DIREOGGI | EDIZIONE DEL 12 MAGGIO 2020

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12 Maggio 2020
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