Migranti, corto circuito Chigi-M5s: “C’era sintesi”, “No, era colpo di spugna”

Palazzo Chigi, in una nota, parla di "accordo raggiunto" nella notte di domenica. Secca repilica di Vito Crimi
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ROMA – Ancora tensioni nel governo per la regolarizzazione dei braccianti agricoli. In un post su facebook Vito Crimi smentisce la ricostruzione di Palazzo Chigi in merito a un’intesa raggiunta domenica notte sulla regolarizzazione dei migranti. Per la presidenza del consiglio era stata raggiunta “la sintesi politica” e ora e’ in corso una riflessione nel M5s. Per il capo reggente dei M5s c’era una “disponibilita’” a condividere la soluzione, ma non si e’ mai tradotta in una sintesi politica. Queste le rispettive versioni.

Nel precisare che il Ministro degli Esteri Luigi Di Maio “non e’ mai intervenuto per esprimere la sua posizione sul tema” Crimi spiega su facebook che la “verita’” e’ questa: “Nella riunione tenutasi domenica sera per affrontare l’argomento dei lavoratori stagionali, avevo dato a nome del MoVimento 5 Stelle la disponibilita’ a modificare i testi al fine di trovare una soluzione condivisa da tutte le parti. Benche’ migliorati, i testi non hanno ancora incontrato la mia approvazione. Le notizie emerse in senso contrario sono evidentemente il frutto di maldestre forzature da parte di altri che hanno cercato di far credere cio’ che non è”.

Poco prima Palazzo Chigi smentiva malumori ma offriva una ricostruzione sostanzialmente diversa. Lo staff di Conte ricorda infatti che l’accordo era gia’ stato raggiunto dai partiti, rappresentati dai capidelegazione. E che solo successivamente il M5s si e’ interrogato sui termini della questione.

Ecco la nota di Palazzo Chigi: “Nella notte di domenica le delegazioni delle forze di governo hanno raggiunto, alla presenza del Presidente Conte, un accordo politico su vari temi e misure da inserire nel decreto in corso di formazione. Tra questi temi e’ stato ampiamente discusso anche quello della c.d. “regolarizzazione dei migranti“, su cui e’ stata raggiunta una sintesi politica rimettendo alla ministra Lamorgese il compito di tradurla sul piano tecnico-giuridico. Su questa sintesi politica e sulla sua traduzione normativa in queste ore il Movimento 5stelle si sta legittimamente interrogando, senza che questo stia provocando irritazione o malumore del Presidente Conte. Questo vale ovviamente anche per le altre forze politiche”.

Nel suo post facebook Vito Crimi aggiunge che “fin dall’inizio sono state evidenti a tutti le mie perplessita’ sul provvedimento, nella parte relativa alla regolarizzazione dei migranti“.

Si tratta di punti non secondari. Difficile ipotizzare che tra M5s e altre forze di maggioranza possano esserci stati equivoci su questo. “Ritengo che ogni eventuale regolarizzazione – dice Crimi- debba passare da un contratto di lavoro regolare, e non viceversa. In particolare, non ritengo possibile un colpo di spugna da parte dello Stato rispetto a reati odiosi come lo sfruttamento di esseri umani. Una sanatoria di questo tipo avrebbe effetti “morali” devastanti sul Paese. Inoltre si tratterebbe di una vera offesa nei confronti di quelle imprese oneste che hanno scelto di intraprendere un percorso di legalita’, che si sono fidate di uno Stato che ha dichiarato lotta senza quartiere al lavoro nero e al caporalato. Non possiamo voltar loro le spalle proprio adesso e dire “abbiamo scherzato””.

L’accordo di governo prevedeva, stando alle indiscrezioni di ieri mattina, un permesso di soggiorno di sei mesi senza che vi fosse alla base il contratto di lavoro. E la possibilita’ per il datore di lavoro di regolarizzare posizioni ‘in nero’ di suoi dipendenti godendo di uno scudo penale e amministrativo. Esattamente l’opposto di quanto scrive il capo del M5s.

Infatti Crimi aggiunge: “Purtroppo l’ultima bozza visionata ieri sera riporta ancora la sanatoria dei reati penali e amministrativi per chi denuncia un rapporto di lavoro irregolare. L’auspicio di trovare una soluzione positiva rimane, continuiamo a lavorare con spirito collaborativo per questo obiettivo. Ma resta fermo che sul punto non arretreremo di un millimetro. Chi ha sfruttato le persone e ha drogato i mercati usando manodopera in nero a basso costo eludendo contributi e tasse, non puo’ farla franca”

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12 Maggio 2020
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