Fase 2, Ucoii: “Scegliamo di tenere chiuse le moschee”

Ci sarà una riapertura graduale solo a partire dal 24 maggio, dopo la fine del Ramadan. La decisione in una riunione telematica con i responsabili da tutta Italia
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BOLOGNA – Indipendentemente da quanto deciderà il governo per il 18 maggio, le moschee resteranno chiuse almeno fino al 24 maggio. Poi riapriranno, ma gradualmente. È quanto ha stabilito l’Unione delle comunità islamiche d’Italia (Ucoii) in una riunione telematica che si è svolta domenica sera. Ieri, con una nota, il presidente dell’Unione delle Comunità islamiche d’Italia Yassine Lafram ha comunicato la decisione. Ed esortato tutte le comunità d’Italia a seguire questa linea, anche se dal ministero dell’Interno dovesse invece arrivare un via libera.

Rimaniamo chiusi fino a dopo la festa che chiude il Ramadan, Eid El Fitr. Questa è la scelta delle nostre comunità aderenti che, in una riunione telematica eccezionale, hanno espresso responsabilmente la loro posizione ritenendo la vita delle persone più sacra delle moschee stesse”, afferma il presidente dell’Unione delle Comunità islamiche d’Italia Yassine Lafram. “Al di là di un eventuale annuncio da parte del ministero dell’Interno, come Ucoii vorremmo esortare le comunità islamiche di tutta Italia ad adottare la scelta consapevole e dettata dalla prudenza di mantenere le sale di preghiera chiuse fino a quando sarà terminato il Ramadan e la festa di Eid el Fitr. Sebbene stiamo individuando delle linee guida insieme al ministero dell’Interno per poter riaprire in sicurezza, riteniamo che sia improbabile organizzare il grande flusso di devoti che durante il Ramadan frequentano i luoghi di culto e che soprattutto durante la festa di fine Ramadan, Eid El Fitr, popolano i locali di preghiera musulmani”.

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La consultazione del 10 maggio, avvenuta con i responsabili delle comunità aderenti connessi da tutto il territorio nazionale su Zoom dalle 21,30 e protratta fino a tarda notte, si è conclusa con una decisione quasi unanime di una riapertura graduale a partire dal giorno seguente all’attesa festa prevista per il 24 maggio.

La decisione nasce in nome della “tutela della vita umana, come principio cardine della fede islamica”, e “per non mettere a rischio i tanti sacrifici compiuti fino ad oggi, sia dal Governo che dalle singole comunità”. C’è poi anche una ragione economica che spinge le comunità islamiche a questa scelta: La comunità islamica non gode di grandi tutele da parte dello Stato, non avendo questo ancora stipulato con i musulmani l’Intesa. Questo rende le varie comunità sul territorio ancor più vulnerabili, che non godendo dell’8×1000, né di leggi chiare in merito ai luoghi di culto, non sono messe nelle giuste condizioni per fronteggiare in maniera adeguata la difficile situazione. Per questo, la decisione di non attendere alcuna direttiva governativa in merito alle presunte aperture previste per il giorno 18 maggio ma di continuare, per scelta responsabile, di mantenere la linea già adottata dall’inizio della massima prudenza”.

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La riapertura graduale, spiega la nota, sarà accompagnata da un nuovo decalogo che servirà come strumento base alle varie comunità per poter riaprire in sicurezza. Il documento comprenderà quindi le regole già emanate dal ministero dell’Interno a riguardo, come la messa a disposizione dei dispositivi di sicurezza, la sanificazione dei locali prima e dopo ogni funzione, il mantenimento delle distanze di sicurezza durante le celebrazioni, evitare strette di mano e abbracci, non toccare libri, regolare gli accessi e le uscite dai locali, portarsi da casa un tappetino per la preghiera, non usare i bagni dei locali, non consumare cibo dentro i luoghi di culto e altre regole di prevenzione. In questo periodo di attesa, l’Ucoii invita tutte le comunità islamiche a rifornirsi del materiale necessario e a prepararsi sensibilizzando sin da ora i propri fedeli alle regole restrittive a cui saremo chiamati ad abituarci in questa fase.

L’Unione Comunità Islamiche d’Italia invita quindi tutte le comunità islamiche aderenti sul territorio nazionale:

– a sospendere tutte le preghiere e lezioni in moschea fino dopo Eid El Fitr e salvo nuove comunicazioni;

– a non celebrare la preghiera di Eid El Fitr per evitare grandi flussi anche se eseguite all’aperto;

– a prepararsi alla fase successiva dotandosi di tutto il necessario per la prevenzione e la sanificazione;

– a sensibilizzare le proprie comunità sulle nuove regole che verranno adottate.

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“Il nostro dolore nel non poter ancora frequentare le case di Dio deve essere alleviato dalla convinzione che questo nostro gesto di astinenza è esso stesso un’adorazione, perché rinunciare per Dio spesso è più grande che prendere”, aggiunge Yassine Lafram, il Presidente dell’Ucoii. Con la speranza che questa difficile situazione si risolva il prima possibile, “reiteriamo i nostri auguri alle comunità islamiche di tutta Italia per una buona continuazione del mese di Ramadan”.

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12 Maggio 2020
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