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Tg Ambiente, edizione del 12 maggio 2020

– COSTA: TREVISO, DA NOE DURO COLPO A ECO-CRIMINALI

“Abbiamo inflitto un durissimo colpo al crimine ambientale, un grande risultato scaturito dall’attenzione che lo Stato ha impresso negli ultimi anni al contrasto del fenomeno dei roghi dei depositi di rifiuti”. Il ministro dell’Ambiente Sergio Costa commenta così l’operazione dei Carabinieri del NOE di Treviso, diretti in quasi un anno di indagini dalla Procura Distrettuale Antimafia di Venezia, che hanno scoperto una rete dedita al traffico illecito di rifiuti provenienti da varie regioni, diretti e poi scaricati in capannoni abbandonati del Veneto e dell’Emilia Romagna per poi essere dati alle fiamme. Nove gli arresti, sequestri per un valore di 1.2 milioni tra impianti, uffici, automezzi e denaro frutto degli illeciti, che si basavano sull’attribuzione di falsi codici dell’Elenco Europeo Rifiuti nei formulari per circa 2.700 tonnellate di rifiuti speciali provenienti da Campania, Toscana e altre Regioni del Nord Italia.

AMAZZONIA BRUCIA, DA GENNAIO 15.000 ROGHI BOLIVIA

“In Bolivia gli incendi nella foresta amazzonica continuano. Non siamo in grado di dire se siano di origine naturale o dolosa, di sicuro non abbiamo le risorse sufficienti per combatterli: qui i pompieri sono i volontari delle comunità che vivono nella riserva, portano anche donne e minori a spegnere le fiamme con ciò che hanno”. Così alla Dire Erik Taylor, fondatore della ONG Sustainable Bolivia. “Ora siamo anche più preoccupati perché la stagione delle piogge è finita e stiamo entrando in quella secca”, avverte Taylor. Da gennaio ad aprile, sulla base di rilievi satellitari, la Bolivia ha registrato 15.354 incendi, con un aumento del 35% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Il fondatore di Sustainable Bolivia calcola che nel 2019 “sono andati persi 20mila ettari di foresta nella riserva di Aquicuana a causa degli incendi incontrollati”.

CLIMA, IN 2022 DA EDF NUOVO SATELLITE PER METANO

MethaneSAT è il nuovo satellite sviluppato da una controllata della no profit Environmental Defense Fund che sarà lanciato alla fine del 2022 per individuare e quantificare le emissioni di metano in tutto il mondo. Come noto, il potenziale climalterante del metano su 100 anni è 25 volte quello dell’anidride carbonica, quindi una tonnellata di metano equivale a 25 tonnellate di CO2 in termini di danni al clima. “MethaneSAT è stato ideato specificamente per individuare le aree e l’ampiezza delle emissioni di metano in tutto il mondo, dando così la possibilità ad aziende ed ai Governi di tracciare, quantificare e intervenire per ridurre tali emissioni, rendendo disponibili i dati rilevati”, spiega Steve Hamburg, Chief scientist a EDF e co-responsabile del progetto, “si tratta di una missione sofisticata con uno scopo unico, quello cioè di abbattere più velocemente le emissioni rendendole visibili”.

AMI: RIPARTIRE DA SMART WORKING E MOBILITÀ SOSTENIBILE

Smart working, mobilità sostenibile e uso responsabile della plastica. Sono i tre pilastri della ripartenza per l’associazione Ambiente Mare Italia (Ami), che, a pochi giorni dall’inizio della fase 2, rinnova il suo appello a “ispirarla ad un modello di sviluppo nuovo e più ecocompatibile”. A dirlo e’ il presidente di Ami, Alessandro Botti, che spiega come conciliare “progresso economico e ambiente” sia il paradigma da cui ricominciare, alla luce delle “competenze acquisite con il lockdown. L’uomo dallo smart working può risparmiare tempo da dedicare alla famiglia, il lavoro ha migliori qualità e quantità in termini economici e l’incremento dell’inquinamento è sicuramente minore”. Per Botti “il Governo, lo Stato e tutti noi dobbiamo sollecitare una maggiore attenzione delle amministrazioni pubbliche nei confronti di una mobilità più consapevole e responsabile”, a partire dall’incentivazione di quella elettrica individuale e da “un piano nazionale per la mobilità ciclabile e pedonale nelle nostre città”. Il presidente di Ambiente Mare Italia raccomanda poi di “evitare di disperdere mascherine e guanti” per scongiurare un “disastro ambientale. La ripartenza e il Covid- conclude- non devono essere una scusa per l’industria della plastica monouso per una ripartenza ai danni della natura”.

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12 Maggio 2020
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