Strada dei Parchi conferma la chiusura del traforo del Gran Sasso

Martedì incontro tra Mit e Strada dei Parchi
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ROMA – L’Ente Strada dei Parchi resta fermo nella volontà di chiudere il traforo del Gran Sasso, in entrambe le direzioni, a partire dalla mezzanotte del 19 maggio. La concessionaria delle autostrade A24 e A25, venerdì scorso, in una riunione svoltasi in Prefettura a Teramo, ha ribadito la propria decisione. La scelta del gestore autostradale è legata all’inchiesta della Procura di Teramo sull’inquinamento della falde acquifere del massiccio. Per scongiurare questa possibilità, martedì è previsto un incontro tra Mit  e Strada dei Parchi, mentre per lo stesso giorno, a L’Aquila, è stato convocato un consiglio regionale straordinario a L’Aquila

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“In merito alla boutade avviata da Strada dei Parchi che vorrebbe imporre la chiusura del traforo del Gran Sasso per la Mobilitazione per l’Acqua del Gran Sasso fin dall’inizio non si dovevano assecondare i desideri della concessionaria, a partire dalla richiesta di un Commissario, ma, al contrario, metterla davanti alla sue responsabilità”, fa sapere Forum Abruzzese dei Movimenti per l’Acqua. “Bene quindi la posizione del sindaco di L’Aquila Pierluigi Biondi con la diffida per scongiurare il blocco della viabilità sull’arteria strategica e, nel caso, per ottenere la valutazione del ritiro della Concessione da parte del Ministero delle Infrastrutture. Era la risposta da dare fin dall’inizio agli annunci di Strada dei Parchi. Invece la politica è andata dietro ai voleri del concessionario sul Commissario. Ora, come avviene sempre in questi casi, la società non si accontenta e alza ulteriormente l’asticella dello scontro” prosegue. “Ma dove si è mai visto che un soggetto posto sotto accusa da una Procura per fatti specifici relativi alla normali precauzioni – a partire dai lavori di manutenzione – che avrebbe dovuto prendere nella gestione del tunnel rispetto alla qualità dell’acqua utilizzi ora proprio questo bene pubblico, l’autostrada, gestito a prezzo carissimo per gli utenti, nella propria strategia processuale di autodifesa scaricando tutte le conseguenze sui cittadini e sull’economia del paese? Con la Magistratura che non ha posto sotto sequestro l’autostrada né imposto altre misure cautelari, come si fa a parlare di “reiterazione del reato“?”, si domanda il Forum H2O. “La politica non resti ostaggio dei voleri del privato ma alzi la testa, considerato anche lo stato generale della manutenzione dell’infrastruttura affidata al privato. Auspichiamo che tutte le amministrazioni e i portatori d’interesse attacchino le posizioni inaccettabili di questa società richiamandola alle proprie responsabilità. La sicurezza di acqua, tunnel e laboratori si ottiene ripartendo dai 10 punti elencati dalla Provincia di Teramo e dall’assemblea dei sindaci del teramano. Tra questi: tavolo di coordinamento nazionale con il Governo, reperimento dei 172 milioni di euro per i lavori, allontanamento delle 2.300 tonnellate di sostanze pericolose dai Laboratori, nessuna deroga alle norme poste a tutela di salute e ambiente”.

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