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“I nostri 100 passi per l’Europa dei giovani”

di Maria Cristina Pisani, Portavoce Forum Nazionale dei Giovani Questa settimana voglio iniziare commentando
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di Maria Cristina Pisani, Portavoce Forum Nazionale dei Giovani


Questa settimana voglio iniziare commentando con voi una notizia di qualche giorno fa.

L’Agenzia di finanziamento alla ricerca di frontiera dell’Unione europea ha evidenziato quanto l’Italia sia poco finanziata nell’ambito della ricerca europea. La beffa c’è, perché se è vero che l’Italia è poco finanziata è anche vero che sono invece molti i progetti di ricercatori italiani che vengono finanziati in altri Paesi. Sono pochissimi quelli che nonostante il loro talento, riescono a collocarsi nei centri italiani ed è così che vanno via. Anche per questo motivo, come Forum Nazionale dei Giovani, abbiamo voluto sostenere l’evento organizzato dall’ENCATC, la rete europea sulla gestione e la politica culturale, nonché partner ufficiale dell’UNESCO, Capacity Building days and Youth in Action Day con l’obiettivo di promuovere un confronto tra professionisti, più e meno giovani per contribuire a creare una solida base per la costruzione di buone pratiche nel campo della cultura e della istruzione. La formazione è riservata a 25 tra dirigenti, più e meno giovani, di università e organizzazioni culturali. La formazione sarà articolata in diverse attività, dai seminari agli incontri con istituzioni e organizzazioni, passando per momenti di elaborazione del proprio lavoro e visite di studio.

In questa settimana tante sono state le ricorrenze. Nella giornata dell’anniversario della morte di Peppino Impastato, d’accordo con il fratello Giovanni, abbiamo deciso di realizzare insieme, in occasione del prossimo quarantennale dalla sua scomparsa, un progetto che coinvolgerà i giovani nel solco proprio delle sue idee. Peppino è stato per tutti i giovani una voce libera che ancora oggi fa sentire il suo eco, un suono che la criminalità organizzata non riuscirà mai a spegnere.

E sempre il 9 maggio del 1950 però, nel tardo pomeriggio, l’allora Ministro degli Esteri francese Robert Schuman convocò la stampa al Quai d’Orsay, a Parigi, per rilasciare una comunicazione ritenuta fondamentale per il futuro dell’Europa e del mondo, ancora scosso dai contraccolpi della Guerra. La proposta avanzata era quella di creare un’Europa organizzata, indispensabile al mantenimento di relazioni pacifiche fra gli Stati che la componevano. “L’Europa non potrà farsi in una sola volta, né sarà costruita tutta insieme; essa sorgerà da realizzazioni concrete che creino anzitutto una solidarietà di fatto”, disse Shuman proponendo la creazione di una Comunità europea del carbone e dell’acciaio, la prima istituzione europea sovranazionale. A quell’Europa oggi noi guardiamo con fiducia anche con lo sguardo rivolto ad un’area meravigliosa, quella del Mediterraneo.

A tal proposito, sono stata estremamente onorata di aver rappresentato l’Italia in occasione del seminario “Bridging Youth Across the Mediterranean”, a Barcellona, alla presenza dell’Ambasciatore Fathallah Sijilmassi, segretario generale per l’Unione del Mediterraneo. Sono convinta che, proprio guardando alle nuove generazioni, la politica debba ripartire per affrontare una volta per tutte i problemi legati all’integrazione. Il confronto con i rappresentanti degli altri Paesi europei e nord africani sulla costruzione di ponti per il futuro delle nostre generazioni nell’aerea del Mediterraneo è oggi più che mai funzionale sia nell’ottica dello sviluppo dei rapporti tra i giovani, sia come politica di sintesi per mettere in campo tutte le forze necessarie per assicurare un futuro dignitosi ai ragazzi di tutti i Paesi.

E proprio questa mattina ho partecipato all’appuntamento “Percorso sulla Memoria”, un progetto realizzato dal Consiglio regionale della Basilicata con gli studenti delle scuole, insieme a Francesco Mollica, Presidente del Consiglio regionale, e a Luigi Scaglione, Coordinatore Museo dell’Emigrazione. Un incontro istituzioni-giovani fondamentale per la crescita umana e formativa dei nostri ragazzi. Un progetto da riproporre anche nelle altre regioni.

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