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Referendum Polo moda, Rete: “Non è unica soluzione a crisi”

SAN MARINO - Le alternative al polo del
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SAN MARINO – Le alternative al polo del lusso ci sono. Il movimento civico Rete, in una nota, interviene per ribattere ai difensori del progetto di Rovereta che lo identificano quale “unica soluzione per la crisi economica”. Per i civici, da un lato “questa affermazione ha un tono intimidatorio”, dall’altro “evidenzia una gravissima mancanza di idee e pianificazione”. Perché “il polo è solo un intervento spot“, motiva Rete. Una volta costruito, infatti, “gli edili si ritroveranno esattamente con gli stessi identici problemi di adesso”, chiosa il movimento. Le proposte di sviluppo presentate da Rete in questi anni sono state numerose ma ci sono state bocciate“, lamentano i civici. Di qui l’elenco: in primis, pianificare un complesso di micro-interventi per la riqualificazione del patrimonio edilizio statale, con gare d’appalto esclusivamente per ditte sammarinesi ed in via preferenziale ad imprese edili di piccole dimensioni.

“Proprio dalla riqualificazione degli edifici, dalla rigenerazione urbanistica e dai micro interventi sul territorio- spiega Rete- le piccole medie imprese sammarinesi possono trarre nuova linfa”. Non solo, “abbiamo portato una serie di proposte sui settori da incentivare– prosegue la nota- come riconversione del settore edile verso la ristrutturazione e l’efficientamento energetico e la bioedilizia, progetti di filiera per il Made in San Marino; settori tecnologici specializzati e assistiti dalla ricerca finalizzata a risolvere problemi locali e non solo”. Per realizzarli, le risorse si possono prendere “dal taglio agli sprechi e ai privilegi della politica e della Pa”. In questo senso Rete aveva indicato una lista di tagli che “avrebbero permesso un risparmio immediato di oltre 30 milioni di euro all’anno, senza toccare le tasche dei cittadini”. Tutto bocciato però. Insomma, “non credete che le alternative non esistano– conclude Rete- ma evidentemente per qualcuno è più comodo abbindolare i cittadini, senza avere però nessuna visione per il futuro”.

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