Nieddu: “Sardegna rossa? Servivano più controlli, ora paghiamo lo scotto”

Mario Nieddu assessore sanità sardegna
L'assessore regionale alla Sanità ammette gli errori fatti durante il periodo di 'zona bianca': "Ci siamo giocati la chance di essere la prima regione in Italia, e forse in Europa, a poter riaprire in sicurezza per la stagione turistica"
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

CAGLIARI – “Sardegna in zona rossa? Sicuramente quando eravamo ‘bianchi’ c’è stato un calo di attenzione, dovuto all’errata percezione che il virus non circolasse più. Alcuni hanno abbassato la guardia e ora ne paghiamo lo scotto“. Così l’assessore regionale alla Sanità, Mario Nieddu, intervenuto oggi su Rai Radio 1, ospite del programma ‘Che giorno è’.

“Un errore andare in zona bianca così presto? Secondo me no- sottolinea Nieddu-, perché dare sollievo all’economia in quelle tre settimane è stato comunque importante. Forse avremmo dovuto avere un controllo più stringente, questo sicuramente sì, sono mancati i controlli. Da parte delle autorità deputate probabilmente non c’è stata quell’attenzione che sarebbe stato il caso di avere. Questo ha portato a un clima di lassismo che ha causato poi l’esplosione di contagi, avvenuta in concomitanza con l’ingresso della variante inglese”. Per Nieddu si tratta di “un combinato disposto di circostanze che ha portato a questo esito nefasto. Peccato, perché abbassando la guardia in questo modo ci siamo giocati la chance di essere la prima regione in Italia, e forse in Europa, a poter riaprire in sicurezza per la stagione turistica“.

Errori commessi da alcune categorie, come la ristorazione? “Io non penso questo- spiega l’assessore- piuttosto continuo ad essere convinto del fatto che la scuola sia uno dei vettori di contagio principali, mi riferisco in particolare agli assembramenti prima e dopo l’attività in aula. Non è un caso che i contagi si stiano verificando all’interno delle famiglie. Speriamo, comunque, di lasciarci al più presto alle spalle la zona rossa. Ci sono due settimane obbligatorie, tutto dipenderà dalla curva del contagio: se riusciremo ad invertire la tendenza torneremo in zona arancione”.

“IL BANCHETTO DI POLITICI? SE RISULTERÀ VERO PAGHERANNO LE CONSEGUENZE”

Se il pranzo di Sardara fosse vero e dimostrato, significa che chi doveva dare il buon esempio non l’ha dato. Dovrà dunque assumersi la responsabilità e pagarne le conseguenze“. Così a Rai Radio 1 l’assessore regionale alla Sanità della Regione Sardegna, Mario Nieddu, sul “Sardaragate”, il caso del pranzo in un hotel nella cittadina nel sud dell’isola, organizzato nonostante le misure restrittive, al quale avrebbero partecipato vari esponenti politici, dirigenti e funzionari regionali.

“LE FILE NEGLI HUB DIMOSTRANO CHE LA SARDEGNA NON FATICA NELLA VACCINAZIONI”

“Sardegna che fatica nelle vaccinazioni? Le file negli hub isolani dimostrano che si sta vaccinando in abbondanza, quindi la ‘fatica’ è relativa- spiega Nieddu-. Ricordo che abbiamo delle percentuali di rifiuto su AstraZeneca che oscillano tra il 30 e il 50%, quindi abbiamo aumentato il numero di quelli che vengono chiamati per non rischiare di lasciare dosi inutilizzate. Per di più molte persone non rispettano l’orario che gli viene dato, soprattutto gli anziani preferiscono recarsi negli hub qualche ora prima. Anche questo spiega le file un po’ troppo lunghe. Comunque io preferisco avere file per i vaccini, piuttosto che una scorrevolezza dei prenotati, che significherebbe poche dosi inoculate”.

Prosegue l’esponente della giunta Solinas: “Nell’isola abbiamo grossi hub e alcuni di medie dimensioni, ne stiamo aprendo anche altri. In ogni caso stiamo portando avanti una campagna vaccinale diffusa nel territorio, perché la Sardegna ha un’estensione di 24.000 chilometri quadrati, con 377 Comuni e una densità di popolazione bassissima. Le condizioni orografiche e logistiche sono abbastanza complicate, anche questo all’inizio ha causato un certo ritardo. Ora però contiamo di recuperare grazie alla maggiore collaborazione dei medici di famiglia”.

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Agenzia DIRE - Iscritta al Tribunale di Roma – sezione stampa – al n.341/88 del 08/06/1988 Editore: Com.e – Comunicazione&Editoria srl Corso d’Italia, 38a 00198 Roma – C.F. 08252061000 Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»