Il generale Figliuolo ordina vaccini per età, il presidente De Luca se ne frega

figliuolo de luca
L'editoriale di Nico Perrone per Dire Oggi
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

ROMA – È battaglia per riaprire tutto il prima possibile, per arrivare al passaporto vaccinale e consentire ai vaccinati di fare tutto o quasi. Soprattutto dalle Regioni arrivano segnali netti che spingono in questa direzione, anche in forte polemica con quanto deciso dal Commissario straordinario generale Figliuolo. Sarà questo il tema che accenderà sempre più il dibattito politico tra ‘cauti’ e ‘aperturisti’. Da tener presente che 15 Regioni su 20 hanno presidenti del centrodestra e che nelle ultime ore c’è stato anche il cambio alla presidenza della Conferenza delle Regioni con l’elezione del Governatore del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga (Lega). Il generale Figliuolo ha dato ordine di uniformare il Paese e di procedere con le vaccinazioni secondo l’età, 80,70,60 e così via. Subito è arrivato il ‘me ne frego’ del Presidente della Campania, Vincenzo De Luca: “Ho detto al commissario Figliuolo che, una volta completati gli ultra ottantenni, noi non intendiamo procedere per fasce d’età… dedicheremo la struttura pubblica a curare i fragili e le persone anziane, ma – sottolinea il governatore – lavoreremo anche sui settori economici perché, se decidiamo di andare avanti solo per fasce di età, quando avremo finito le fasce di età l’economia italiana sarà morta… abbiamo deciso che dobbiamo privilegiare un comparto importante dell’economia campana, quello turistico, e non possiamo vaccinare gli operatori ad agosto, altrimenti perderemmo un altro anno”. Per questo “la Campania lavorerà per avere le isole Covid Free. La Campania andrà avanti e non chiederà l’autorizzazione a nessuno, ne’ a Roma ne’ a Bruxelles ne’ alle Nazioni unite”. Si discuterà sempre più del passaporto vaccinale anche per riaprire i ristoranti. A lanciare la proposta, meno di una settimana fa, era stato il presidente dell’Emilia-Romagna Stefano Bonaccini, nel corso di un incontro con i vertici regionali di Confesercenti: “Ci vuole un passaporto vaccinale per far riaprire i locali per i vaccinati- sosteneva il governatore emiliano- non é meglio far aprire a queste persone e poi arriveranno anche le altre? Non sono un fenomeno, ma provo a usare il buonsenso. Credo che su questo dovremo impegnarci per fare in modo che sia utilizzabile il prima possibile”.

Per quanto riguarda il dibattito politico nazionale è ancora scontro dentro il M5S e tra i vertici del Movimento con Davide Casaleggio, il padrone della piattaforma Rousseau. Giuseppe Conte, indicato come nuovo leader dal garante Beppe Grillo, nel fine settimana si è confrontato con i parlamentari del Movimento. Alla fine molti mugugni, e la richiesta a Conte di presentare un vero e proprio piano di riorganizzazione. Qualcuno parla di un Conte “amareggiato per il clima di contrapposizione e di veleni” ma in tanti comunque sottolineano che resta “determinato a proseguire fino in fondo”. Conte vuole arrivare alla nomina ufficiale attraverso un voto sulla rete. Casaleggio, che pretende 450mila euro di arretrati dal M5S, di fatto ha bloccato il voto entrando in dura contrapposizione con la dirigenza. Dirigenza che ha deciso di rompere ogni rapporto con Casaleggio e di metter in piedi una nuova piattaforma per far esprimere i militanti.

Sul fronte del Pd, il nuovo segretario Enrico Letta sabato 17 aprile lancerà le “Agorà democratiche che cominceranno il primo luglio e si concluderanno a dicembre per discutere del futuro della democrazia coinvolgendo tutti i circoli Dem”. C’è attesa per la nascita il prossimo 14 aprile della nuova ‘corrente-non corrente’ che farà capo a Goffredo Bettini e che, guarda caso, si chiamerà “Agorà Socialismo e Cristianesimo”. Servirà a riorganizzare e rafforzare la sinistra interna, riportando dentro il partito anche tutti i ‘pezzi’ fuoriusciti. Occhi puntati sull’assemblea nazionale di sabato prossimo che, a quanto si apprende, potrebbe essere anche l’occasione per l’ex segretario Nicola Zingaretti di aprire alla sua possibile candidatura a sindaco di Roma. “Zingaretti- spiega una fonte Dem- sa bene che lui è l’unico che potrebbe vincere in modo sicuro e che il segretario Letta si è già convinto di questo. Anche Bettini spinge per la sua candidatura, vedrete che alla fine si deciderà”. In quel caso, uno schema possibile potrebbe essere questo: candidatura entro giugno e dimissioni da presidente della Regione Lazio. A quel punto, si ragiona dalle parti Dem, si andrà al voto entro tre mesi e si potrebbe abbinarlo alle amministrative di ottobre. Forte dell’accordo nazionale col Movimento 5 Stelle a guida Conte per candidare alla presidenza del Lazio la ‘grillina’ Roberta Lombardi, si sfrutterebbe la volata proprio con Zingaretti a sindaco di Roma.

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Agenzia DIRE - Iscritta al Tribunale di Roma – sezione stampa – al n.341/88 del 08/06/1988 Editore: Com.e – Comunicazione&Editoria srl Corso d’Italia, 38a 00198 Roma – C.F. 08252061000 Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»