Ue, la tavola rotonda di Diredonne: perché un voto europeista serve a tutti

Approfondimento a cura di Sandra Zampa
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ROMA – “Perchè le donne devono votare gli europeisti?” è la domanda con cui la giornalista Sandra Zampa ha aperto l’approfondimento DireDonne dedicato alla prossime elezioni europee che oggi pomeriggio si è tenuto nella sede dell’Agenzia Dire ed è stato seguito sulla pagina Fb della testata. Con lei Emma Bonino, senatrice di ‘Piu’ Europa’ e la giovane Diletta Alese, segretaria della Gioventu’ Europeista di Roma. Emma Bonino, “grande combattente europeista” come l’ha definita Sandra Zampa, ha raccontato l’Europa attraverso la sua esperienza politica diretta, spiegando perché il progetto politico europeo rappresenti una conquista sul piano dei diritti per tutti, non solo per le donne.

“L’Europa è una grande università e la contaminazione delle culture- basti pensare all’apporto delle donne del Nord Europa sulla legge 194- è la strada che ha aperto alle donne e alle politiche di genere”. Ma non è tutto, “l’Europa fa bene anche agli uomini, perché i diritti sono un processo: o si va avanti- ha spiegato Bonino- o si va indietro e l’Unione europea è come una porta aperta, l’antitesi di tutti gli oscurantismi e tutti i nazionalismi nostalgici sono oscurantisti”. Il pensiero va al quadro nazionale italiano: “dal Ddl Pillon, a quello che sta accadendo su gay o diritto all’aborto, alla nostalgia reazionaria per la famiglia tradizionale quando poi, alla fine- ha sottolineato la senatrice- la famiglia del Mulino Bianco è una fake news”. E magari, un giorno, ha aggiunto “in piazza contro la violenza sulle donne scenderanno gli uomini e saranno gli interlocutori migliori per parlare ad altri uomini”. Un avamposto alla regressione sul piano dei diritti, il “progetto politico piu’ straordinario del 900” come detto da Barack Obama. 

L’Europa è tutto questo ed e’ “una comunità di destino” per Diletta Alese, venticinque anni e segretaria della Gioventu’ Europeista di Roma. “Siamo nati europei, ma abbiamo vissuto la crisi economica e l’Europa è diventato un capro espiatorio perfetto”. E invece, secondo Alese, “bisogna proprio rilanciare il processo europeo. I trattati non bastano e rischiano di diventare feticci simbolici perché manca ancora quel sacrosanto principio di sussidiarieta’”. Per questo torna ad essere attualissima l’idea di una vera Costituzione europea. “Un tentativo- ha ricordato Bonino- che fu bocciato proprio da Francia e Olanda. Sono una federalista, convinta che questa sia la soluzione migliore per 500 milioni di persone diverse. Non abbiamo altri modelli e non capisco- ha sottolineato la senatrice- perché dopo il grande salto fatto quando è nata, da un continente da ricostruire, non si possa fare un altro miracolo”.

“Non è solo matrigna l’Europa” ha spiegato ironicamente Emma Bonino, riferendosi anche al dato per cui l'”Italia è tra gli ultimi posti a spendere i fondi europei”. Colpa della “burocrazia, della mancata formazione degli amministratori”. Ci ritroviamo cosi’ con “Palermo- ha continuato la senatrice- che deve restituire 300 milioni di euro. I fondi sociali ben utilizzati sarebbero molto utili per le donne. Dal 2007 al 2019 dei 43 miliardi dati all’Italia ne è stato speso 1”. “Elezione diretta del Presidente, armonizzazione fiscale, bilancio, abolizione dell’unanimità al Consiglio europeo” sono alcune delle proposte sulle quali storicamente Emma Bonino si è impegnata nella battaglia politica per gli Stati Uniti d’Europa e che ha rilanciato in questo approfondimento ribadendo che “essere europei non vuol dire essere antititaliani”. E magari “così come il Ddl Pillon ha mobilitato le persone” innescando “una reazione positiva- ha sottolineato Bonino- anche la Brexit sta svegliando gia’ qualcuno”.

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12 Aprile 2019
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