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Camilleri nominato professore emerito a Tor Vergata: “Morirò quando non potrò più scrivere”

Novelli: "Ha raggiunto animo popolare"

Pubblicato:12-04-2018 12:12
Ultimo aggiornamento:17-12-2020 12:45

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ROMA –  Lunghi applausi per il Maestro Andrea Camilleri, scrittore, sceneggiatore, regista, docente e da oggi Distinguished Professor. A conferire il titolo di professore emerito honoris causa al padre del commissario Montalbano, è stato oggi il rettore dell’Ateneo capitolino di Tor Vergata, Giuseppe Novelli, durante la cerimonia di consegna dei dottorati di ricerca che si è tenuta oggi presso la facoltà di Economia. “Con la sua narrativa storica, con le sue drammaturgie, con le sue sceneggiature televisive, con le sue regie, con i suoi romanzi d’indagine, Andrea Camilleri rappresenta la memoria civile di almeno quattro diverse generazioni del nostro Paese, dalla Seconda Guerra Mondiale a oggi”, si legge nelle motivazioni del conferimento lette da Marina Formica, delegata del Rettore alle iniziative culturali dell’Ateneo, e approvate con atto ufficiale dal Senato accademico. “A Camilleri- si legge ancora nelle motivazioni- riesce il ‘miracoloso’ impasto di una scrittura ricca di richiami letterari, in particolare dagli scrittori siciliani che lo hanno preceduto, da Pirandello a De Roberto, da Sciascia a Consolo, una scrittura che riesce a raggiungere l’animo popolare attraverso l’indagine poliziesca e l’invenzione fantasiosa di fatti spesso realmente accaduti ma sepolti in archivi impolverati”. Alla cerimonia ufficiale, presieduta dal Rettore di Tor Vergata Giuseppe Novelli, hanno partecipato una rappresentanza di circa 230 dottori di Ricerca degli oltre 400 che hanno conseguito il titolo.
I giovani studiosi, su invito dello stesso Camilleri, hanno inoltre rivolto al neo Distinguished Professor alcune domande sulla sua esperienza di scrittore, sulla sua visione delle nuove generazioni e sugli aspetti peculiari dei suoi personaggi più riusciti. “L’orgoglio di questo titolo conferito ad uno degli autori che tengono alto il nome del nostro Paese in tutto il mondo- ha commentato il Rettore Novelli- giunge in un momento che restituisce lo ius togae agli studenti che giungono al termine di un importante percorso, con impegno e fatiche che spesso si riflettono sulle famiglie. Studenti che grazie ad un’alta formazione di qualità sono apprezzati dalle università straniere, e con il loro talento e il loro lavoro contribuiscono a quella funzione di ‘artigianato del dialogo’, per citare le parole di Papa Francesco, che è insita nella missione primaria di ogni Ateneo”.

Camilleri: “Morirò quando non potrò più scrivere”

Morirò il giorno stesso in cui mi sarò stufato di scrivere o mi sarà passata la voglia o non ce la farò più”. Si congeda così, rivolgendosi ai giovani ricercatori universitari di Tor Vergata, Andrea Camilleri, dopo aver ricevuto il titolo di professore emerito honoris causa. Novantadue anni, accompagnato dai suoi collaboratori, Camilleri si è aperto con i giovani e ha parlato della sua condizione di non vedente: “Avrei voluto parlare di un argomento che interessasse tutti, ma la sopravvenuta cecità mi impedisce una quantità di cose. La più grave indubbiamente è di non poter più vedere la bellezza femminile. Ho avuto dei momenti di disperazione– ha proseguito Camilleri- perché per uno scrittore diventare cieco è come per un operaio perdere le braccia: non può più lavorare. E allora io che sono stato a scrivere una vita, continuo a scrivere la vita. Carlo Bo, grande critico, ha detto: ‘Io non so se la mia vita l’ho vissuta o l’ho letta’. Io posso dire che non so se la mia vita l’ho vissuta o l’ho scritta. Pirandello diceva: ‘La vita o la si scrive o la si vive’. No, la si vive e la si scrive”.
Quindi ha confessato: “Ho potuto continuare a scrivere utilizzando dei sotterfugi, imparando a dettare. È stato in realtà un gesto di coraggio in età avanzata, ma io vorrei lasciarvelo tutto questo coraggio a voi giovani perché- ha concluso- non credo che uscendo da questa splendida università tutto vi sarà facile. Oggi vivere il mondo è molto difficile. Io vi auguro di avere tutto il coraggio e la volontà di riuscire

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