Pd, si riaffaccia l’ipotesi del voto anticipato

ROMA - Nel Pd si torna a parlare di voto
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ROMA – Nel Pd si torna a parlare di voto ancitipato. Nel giorno in cui le previsioni del Def lasciano intravedere la necessita’ di una manovra pesante ad ottobre, nel Partito democratico si riaffacciano le ipotesi di voto ad ottobre. A formularle il senatore, sottosegretario alle riforme, Luciano Pizzetti, nel corso della riunione dei senatori a Palazzo Madama.

A quanto si apprende da fonti presenti alla riunione, Pizzetti ha spiegato che a suo modo di vedere la legislatura si e’ conclusa a dicembre col voto sul referendum costituzionale. Il senatore ha aggiunto di restare dell’idea che sarebbe meglio votare in autunno, anche a costo di prevedere l’esercizio provvisorio. Un’ipotesi che neppure il presidente della commissione cultura del Senato Andrea Marcucci esclude a priori. “Io penso che la legislatura durera’ fino alla fine- spiega- a meno di incidenti che non si possono prevedere“.

Ma non sono solo i senatori ad essere in allerta. Alla Camera il capogruppo dem Ettore Rosato da’ voce a chi teme per la tenuta del governo per le frizioni prodotte dagli altri partner di maggioranza. “La posizione di Mdp è inaccettabile, non si può sostenere il governo a pezzettini. Così non si è nè un partito di maggioranza, nè un partito responsabile”, dice Rosato dopo il voto sul dl migranti alla Camera.

E aggiunge: “Se Mdp vuole destabilizzare la legislatura che lo dica esplicitamente, senza continuare con questi voti che contraddicono tutte le cose dette sino ad oggi”.

di Alfonso Raimo

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