Fico, si parte con la ricerca del personale: a giugno al via corsi di formazione

I primi 11 corsi inizieranno a giugno per un totale di 160 allievi
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BOLOGNA – Fico, se tutto va bene, dovrebbe aprire i battenti in autunno. In vista dell’inaugurazione del grande parco del cibo made in Italy, si inizia la ricerca del personale (circa 700 persone) che dovrà garantirne il funzionamento. Il reclutamento vero e proprio ci sarà più avanti, intanto, però, si cerca di creare un bacino di candidati, già formati ai compiti che dovranno svolgere, al quale le aziende presenti dentro Eatalyworld potranno attingere quando arriverà il momento di assumere. A breve, dunque, partiranno i corsi di formazione di Fico, finanziati dalla Regione con 400.000 euro, la tranche più consistente del milione e duecentomila euro messi a bando con risorse del Fondo sociale europeo per progetti legati proprio alla formazione di chi è senza lavoro. La prima fase del piano prevede 11 corsi per otto profili professionali e un numero complessivo di 160 allievi. Cinque corsi sono per addetti alla preparazione e vendita di prodotti enogastronomici, con specializzazione nelle varie aree presenti nel parco (carni e salumi, latticini, ortofrutta, forno e pasticceria), un corso per addetto alla produzione e promozione dei prodotti da forno, un corso per barman, due corsi per addetto ai servizi di sala, due corsi per aiuto cuoco. Le lezioni dureranno 300 ore, 180 di teoria e 120 di stage (non retribuito) in aziende del settore. Le lezioni si terranno in aula (nelle sedi di Iscom e di Ial), in laboratori attrezzati per esercitazioni e lavorazione di alimenti e con visite guidate al Parco ed altre realtà del settore. L’avvio dei corsi è previsto nel prossimo giugno ed è possibile iscriversi entro il 12 maggio (informazioni sul sito di Fico). “Fico genererà una nuova occupazione che qualifica il territorio”, osserva l’assessore regionale al Lavoro, Patrizio Bianchi.

Patrizio Bianchi

“Il programma di formazione riguarda un primo blocco di fanteria che dovrà far marciare Fico“, spiega Bianchi. “Come abbiamo già fatto in passato per altre realtà produttive, abbiamo deciso di sostenere questa azione di qualificazione e di formazione, un intervento che intende offrire tempestivamente le opportunità formative necessarie per favorire l’inserimento lavorativo, e al contempo favorire lo sviluppo del territorio attraverso il sostegno alle imprese che investono sulle competenze”, aggiunge. “E’ un’iniziativa coerente con il passo per il lavoro”, sottolinea il presidente di Ascom Bologna e di Confcommercio regionale, Enrico Postacchini. Peraltro, chi frequenterà i corsi (aperti a chi oggi non ha lavoro) otterrà crediti per conseguire le qualifiche professionali, spendibili sul mercato del lavoro anche se non saranno assunti dentro il parco. “Tra il 2015 e il 2016 a Bologna si sono registrati 8.000 disoccupati in meno. Fico avrà un impatto importante, sarà un luogo dove si farà gastronomia, ma si costruiranno anche professionalità e nuove imprese”, osserva l’assessore comunale all’Economia, Matteo Lepore. Inoltre, annuncia il presidente del Caab, Andrea Segrè, grazie all’intervento degli investitori che hanno messo soldi nel progetto di Fico, nascerà la Fondazione Fico, un ente di formazione che promuoverà percorsi legato all’educazione alimentare. L’obiettivo per l’amministratore delegato di Fabbrica Italiana contadina, Tiziana Primori, è chiaro: “Dobbiamo fare della professionalità il vero punto di forza di Fico”. Intanto procede il confronto con i sindacati sulle tipologie contrattuali che verranno applicate ai lavoratori del parco. “C’è grande attenzione su questo tema”, assicura Lepore.

di Vania Vorcelli, giornalista professionista

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