Siria, Alfano: “La Russia non va messa all’angolo, il suo ruolo è ineludibile”

L'Italia continua "a non credere in soluzioni militari del conflitto". E "una soluzione politica richiede il coinvolgimento della Russia"
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ROMA  – Mosca in Siria “ha un ruolo ineludibile” e quindi “non bisogna mettere nell’angolo Mosca”, mentre vanno riconosciuti i suoi “interessi strategici nel Paese”. Lo dice Angelino Alfano, ministro degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale, svolgendo la sua informativa sulla situazione in Siria nell’Aula del Senato.

Ciò detto, l’Italia continua “a non credere in soluzioni militari del conflitto”, dice Alfano, segnalando però che “una soluzione politica richiede il coinvolgimento della Russia”, anche se “serve il controbilanciamento degli Stati Uniti”.

Il G7 di Lucca e il formato allargato “hanno fatto emergere sensibilità diverse anche nei confronti della Russia- dice Angelino Alafano, ministro degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale- occorrerà comunque e certamente chiedere a Putin di esercitare pressioni su Assad affinché rispetti in maniera vera effettiva e durevole il cessate il fuoco e ponga le condizioni minime per il rilancio negoziale”, tutto ciò però “senza antagonizzare o mettere nell’angolo Mosca”.

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Questa azione diplomatica nei confronti della Russia “che proprio in queste ore sta svolgendo a Mosca il segretario di stato americano Tillerson è condotta nella consapevolezza del ruolo ineludibile della Russia in Siria e nel riconoscimento dei suoi interessi strategici nel paese”, precisa Alfano.

“Noi continuiamo a non credere in soluzioni militari del conflitto, e siamo stati tra i primi ad affermare che una soluzione politica richiede il coinvolgimento di Mosca- aggiunge il ministro- ma tuttavia siamo convinti la Russia da sola non in grado di promuovere una transizione politica credibile e sostenibile in Siria e che a tal fine serve il controbilanciamento degli Stati Uniti, che restano il nostro principale e insostituibile alleato nella regione e nel mondo”.

“LA PERMANENZA DI  ASSAD INCIDE SULLA RICOSTRUZIONE  DEL PAESE”

“La permanenza o meno di Assad al potere incide non solo sulla sicurezza e sulla stabilità della Siria ma anche sulle prospettive di ricostruzione del Paese, non si può pensare di passare alla fase della ricostruzione mentre Assad uccide il suo popolo e mentre le bombe cadono ancora”, spiega Alfano.

“L’Italia è sempre stata convinta che non vi possa essere una soluzione militare- spiega Alfano- che il conflitto nonché il futuro della Siria dipendano dal processo politico. Cioè una Siria pacifista si può avere solamente con l’uso dello strumento. La nostra azione diplomatica, il negoziato nel suo insieme, sono proprio diretti a convincere Mosca a prendere le distanze da Assad“.

L’Italia, “la storica e tradizionale posizione italiana, ritiene che vadano dati ai siriani la possibilità e il diritto di esprimersi liberamente nel processo di transizione politica e istituzionale”, conclude il ministro.

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