Gli articoli della Dire non sono interrotti dalla pubblicità. Buona lettura!

Anas: a breve progetto di demolizione del viadotto dissestato della Palermo-Catania

"Si è chiusa positivamente la lunga riunione
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

autostrada palermo-catania pilone“Si è chiusa positivamente la lunga riunione tecnica svoltasi oggi in Prefettura di Palermo, indetta a seguito della grave frana che ha costretto alla chiusura di un tratto dell’autostrada A19 Palermo-Catania”. Lo ha fatto sapere l’Anas che si impegna a garantire, entro la prossima settimana, la predisposizione del progetto di demolizione della parte del Viadotto autostradale interessata dal dissesto e a realizzare in tempi brevi interventi di manutenzione straordinaria dei percorsi alternativi. Il presidente dell’Anas Pietro Ciucci ha informato dell’esito della riunione il ministro Graziano Delrio.

Attualmente il viadotto Imera è sotto monitoraggio costante. Nei prossimi giorni, se il movimento franoso si bloccherà e non saranno rilevati danni ai piloni della carreggiata in direzione Palermo, l’Anas valuterà la riapertura al traffico a doppio senso di marcia.

Questa mattina l’Anas aveva già proceduto alla riapertura parziale della SS643, con senso unico alternato in corrispondenza del km 14,150; al momento, infatti, sulla A19 permane la chiusura nel tratto compreso tra Scillato e Tremonzelli, in entrambe le direzioni di marcia.

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Agenzia DIRE - Iscritta al Tribunale di Roma – sezione stampa – al n.341/88 del 08/06/1988 Editore: Com.e – Comunicazione&Editoria srl Corso d’Italia, 38a 00198 Roma – C.F. 08252061000 Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»