ROMA – “Il Ministro della Cultura, Alessandro Giuli, ha chiesto alla rappresentante del MiC nel Consiglio di amministrazione della Biennale, Tamara Gregoretti, di rimettere il suo mandato essendo venuto meno il rapporto di fiducia. Gregoretti, nominata nel Cda della Fondazione veneziana il 13 marzo 2024, non ha ritenuto di avvisare né della possibile presenza della Federazione Russa alla prossima Biennale né, successivamente, di essersi espressa a favore della sua partecipazione pur nella consapevolezza della sensibilità internazionale della questione”. È quanto si legge in una nota del Ministero della Cultura.
MAGI (+EUROPA): FIGURACCIA GOVERNO È CAPOLAVORO D’ARTE MELONI
“La figuraccia che il governo sta facendo fare all’Italia e a uno dei suoi fiori all’occhiello, la biennale di Venezia, rappresenta, per restare in tema, un’opera d’arte, un vero e proprio capolavoro made in Meloni, da ammirare e contemplare, proprio per non fare e non essere come loro. Il presidente della Fondazione La Biennale, Pietrangelo Buttafuoco, designato dall’ex ministro Sangiuliano, per compiacere Putin apre il padiglione della Russia e rischia di far perdere i fondi europei alla storica manifestazione. Nonostante le rimostranze del ministro Giuli, è evidente che ormai nella maggioranza il sentimento filoputiniano torna a battere nel cuore di molti, a partire dal vicepremier Salvini. La decisione di Buttafuoco non è estemporanea ma segue questo ritorno di fiamma. Meloni non si stupisca e, se l’Italia perderà i fondi europei della biennale, se la prenda con sé stessa, con i suoi ministri che nominano i filoputiniani e con quegli esponenti della maggioranza che scambierebbero mezzo Putin con due Mattarella”. Lo afferma il segretario di +Europa, Riccardo Magi.
MANZI (PD): CON GIULI E MOLLICONE GESTIONE CAOTICA DELLA CULTURA
“Le dichiarazioni del presidente della Commissione Cultura della Camera, Federico Mollicone, secondo cui è molto probabile che il padiglione russo alla Biennale non aprirà, confermano purtroppo la gestione caotica del sistema culturale italiano e l’assenza di una linea chiara da parte del Governo. Siamo all’asilo Mariuccia”. Lo dichiara in una nota Irene Manzi, capogruppo del Pd in Commissione Cultura alla Camera. “Ieri avevamo chiesto al ministro Giuli di chiarire quale fosse l’orientamento del Governo su questa vicenda. Prendiamo atto che a rispondere è stato invece Mollicone: evidentemente c’è stata una sostituzione di ruoli di cui non eravamo stati informati”. “Il ministro Giuli continua a non indicare una seria politica culturale per il Paese, mentre Mollicone sembra più impegnato a ritagliarsi un protagonismo personale che a garantire il necessario rispetto delle istituzioni culturali. In questo quadro, anche l’atteggiamento della presidente del Consiglio Giorgia Meloni appare segnato da un’evidente ostilità verso tutto ciò che riguarda il mondo della cultura”. “Questo caos mette seriamente in difficoltà e rischia di compromettere la credibilità di un’istituzione nobile e prestigiosa come la Biennale di Venezia, che appare a tutti gli effetti commissariata da FdI. Il partito della presidente del Consiglio sta mettendo in scena una guerra di potere tutta interna alla maggioranza, combattuta a colpi di dichiarazioni e manovre per occupare poltrone e ridefinire equilibri. È evidente che le parole di Mollicone finiscono per delegittimare il presidente della Biennale, Pietrangelo Buttafuoco. Servirebbero invece serietà, rispetto e una visione culturale all’altezza del Paese”.
M5S: SOSTEGNO A BUTTAFUOCO, ARTE NON SI CENSURA
“Come noto siamo su posizioni politiche distanti da quelle di Pietrangelo Buttafuoco, ma esprimiamo con convinzione sostegno alla sua azione di direttore della Biennale volta a includere in questa edizione tutti i Paesi, inclusa la Russia. Il suo progetto di “Biennale della tregua” incontra quello che deve essere il ruolo dell’arte e della cultura: promuovere il dialogo sempre. Ci uniamo a pensatori liberi come Marcello Veneziani che anche da destra ha il coraggio delle proprie idee difendendo la scelta di Buttafuoco. L’arte non si censura”. Così gli esponenti M5s in commissione cultura.







