martedì 14 Aprile 2026

Tutor anti bulli, a Modena hanno scoperto una spranga a scuola. Sventate risse: cosa è successo

I tutor sono intervenuti davanti ad alcuni episodi che sarebbero potuti sfociare in violenza

MODENA – Gli school tutor antibulli a Modena? Da quando è partito il servizio, un mese fa, sono intervenuti già sedando diversi episodi che sarebbero potuti sfociare in violenza. È quanto emerge dall’assemblea oggi tra Comune e studenti negli spazi dell’istituto Fermo Corni in largo Aldo Moro. Sono stati tre gli episodi significativi, finora, con protagonisti i tutor volontari: al Polo Leonardo, intervenendo per interrompere le molestie di tre ragazzini incappucciati che, prima di fuggire, ne avevano preso di mira un quarto; all’uscita dall’istituto Corni del Polo Leonardo, dove è stata tolta una spranga di ferro ad un ragazzino che la lambiva come se fosse una spada verso i suoi compagni di scuola, per gioco ma in modo pericoloso; infine, alla stazione delle corriere, dove in un paio di casi i tutor hanno segnalato la creazione di gruppi di ragazzi che stavano creando trambusto con l’apparente intento di azzuffarsi. A seguito dell’immediato intervento della Polizia locale presente in zona, i tutor hanno dato una mano fino a quando le acque si sono calmate. Non è mancato un altro episodio, sempre alla stazione delle autocorriere: un ragazzo, molto agitato, disturbava ed è stato segnalato alla Polizia locale per la sua identificazione, in modo da far ritornare la calma.

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L’incontro di oggi in largo Aldo Moro ha visto, da una parte, il mondo della scuola, con studenti, professori e coordinatori dei genitori, il Consiglio d’Istituto e i rappresentanti di classe del biennio; dall’altra quello delle istituzioni, con gli assessori alla Sicurezza urbana integrata e Coesione sociale Alessandra Camporota, alle Politiche educative Federica Venturelli e alle Politiche giovanili Andrea Bortolamasi, insieme al comandante della Polizia locale Alberto Sola e a dirigenti comunali dei settori coinvolti.
La proposta degli studenti di tenere insieme un’assemblea, subito condivisa dalla giunta, è nata a seguito della diffusione di una lettera a firma dei ragazzi stessi dal titolo “Un insulto alla scuola un insulto a noi”, scritta per rispondere alla narrazione degli episodi di cronaca da parte degli organi di informazione che, sostengono gli studenti, “danneggiano l’immagine della loro scuola”.

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