martedì 14 Aprile 2026

Maxi furto di farmaci oncologici e salvavita nel Reggino: sottratti da un ospedale per un valore di oltre un milione di euro

Il presidente della Regione Roberto Occhiuto lo definisce "un gesto ignobile". Un altro episodio è accaduto all'ospedale di Sant'Agata de' Goti (Benevento)

di Mario Vetere e Giusy Mercadante

REGGIO CALABRIA – I carabinieri hanno arrestato nel reggino i presunti autori di un maxi furto all’ospedale ‘Tiberio Evoli’ di Melito Porto Salvo (RC), del valore di oltre 1,2 milioni di euro. I farmaci di tipo oncologico, chemioterapici e biologici, sottratti dalla farmacia del nosocomio. L’operazione rappresenta l’esito di una complessa attività investigativa condotta dalnucleo operativo della Compagnia carabinieri di Melito Porto Salvo e coordinata dalla Procura della Repubblica di Reggio Calabria.

Rubare farmaci oncologici destinati ai malati di cancro è un gesto ignobile. È vergognoso quanto accaduto all’ospedale ‘Tiberio Evoli’ di Melito Porto Salvo. Ringrazio l’Arma dei carabinieri e la Procura di Reggio Calabria per aver smantellato questa banda di criminali senza scrupoli”. Così il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto.

UN ALTRO EPISODIO A SANT’AGATA DE’ GOTI A BENEVENTO

Un altro episodio simile è avvenuto all’ospedale di Sant’Agata de’ Goti, in provincia di Benevento. I Carabinieri del Comando Provinciale di Benevento hanno eseguito un fermo nei confronti di un indagato gravemente indiziato, in concorso con altri, di furto di farmaci oncologici e salvavita.

Secondo la ricostruzione delle forze dell’ordine, quattro soggetti si sono introdotti nella farmacia territoriale sita dentro l’ospedale dopo aver rimosso la grata di ferro posta a protezione della finestra esterna dello stabile. I ladri si sono diretti ai tre frigoriferi, prelevando beni farmacologici destinati alla cura di patologie oncologiche e malattie rare per un valore elevatissimo, stimato in circa 280.787,70 euro.

“Le attività investigative, avviate nell’immediatezza dei fatti e supportate anche da intercettazioni telefoniche, hanno consentito di accertare la sussistenza di un gruppo di soggetti dedito a furti sistematici di medicinali ad alto costo presso farmacie ospedaliere in diverse regioni d’Italia, infliggendo danni di notevolissima entità al Servizio Sanitario Nazionale”, spiegano i Carabinieri.

Il gruppo criminale agiva con un “modus operandi” consolidato: a seguito di accurati sopralluoghi tecnici volti a studiare i sistemi di difesa delle farmacie, i malviventi neutralizzavano le telecamere con scatole di cartone, schermavano i sensori di allarme con vaschette di alluminio e recidevano i cavi delle linee telefoniche prima di forzare gli ingressi con piedi di porco e strumenti di effrazione.

Per le comunicazioni operative venivano utilizzate utenze dedicate, cosiddetti “telefoni citofono”, intestate a prestanome. Di fondamentale importanza è risultato il coordinamento investigativo promosso con la Procura della Repubblica di Reggio Calabria, che ha permesso di documentare la convergenza di interessi criminali e la responsabilità di più indagati in ordine a plurimi episodi delittuosi.

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