Il Dams di Bologna compie 50 anni: si festeggia fino a giugno

foto credit @ Enrico Scuro
Il primo dipartimento italiano di Discipline delle Arti, della Musica e dello Spettacolo celebra con mostre, incontri e spettacoli teatrali il suo mezzo secolo di vita
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BOLOGNA – Nel 2021 il primo dipartimento italiano di Discipline delle Arti, della Musica e dello Spettacolo, il Dams di Bologna, compie 50 anni. Per festeggiare questo traguardo è in calendario una sorta di ‘reunion’ di ex studenti eccellenti, e un ricco palinsesto di appuntamenti culturali, online e in presenza, che partiranno dal 18 marzo e continueranno fino al 20 giugno.

Dams50‘ è il nome del cartellone che raccoglie oltre 30 eventi, tutti a ingresso libero, rivolti agli studenti e agli ex studenti del corso di laurea, oltre che ai cittadini e a tutti gli appassionati di arte e cultura. Si parte giovedì alle 18, online, con la giornalista e scrittrice Daria Bignardi che dialogherà con i professori Gian Mario Anselmi e Luca Barra. Introdotto dal direttore del dipartimento, Giacomo Manzoli, l’incontro ripercorrerà le tappe del percorso accademico e della carriera professionale di Bignardi. Il 25 marzo sarà la volta invece del curatore e critico d’arte Massimiliano Gioni, che converserà con Roberto Pinto; mentre il 31 marzo sarà Chiara Alessi a parlare di cultura materiale, design e della sua rubrica #designinpigiama. Ad aprile e maggio arriveranno poi l’attore Toni Servillo, il giornalista e scrittore Stefano Bartezzaghi, il regista Romeo Castellucci e il trombettista Paolo Fresu.

Per il cinquantenario del Dams saranno allestite anche tre mostre. La prima, che aprirà il 24 aprile, si chiama ‘No Dams! 50 anni di Corso di Laurea in Discipline delle Arti, della Musica e dello Spettacolo’, sostenuta da Intesa Sanpaolo ed allestita negli spazi del Museo della Musica in strada Maggiore. Dal 29 aprile invece partirà l’esposizione dedicata a Mimmo Paladino, preludio alla laurea ad honorem in Dams che gli sarà conferita il 14 maggio dal rettore Francesco Ubertini, al teatro Comunale di Bologna. La mostra raccoglie oltre cento disegni dell’artista ispirati alla grande letteratura universale, tra cui Cervantes, Collodi, Dante, Omero, Levi-Strauss e Manzoni. L’ultima mostra sarà un’esposizione ‘urbana’. Si tratta del progetto di public art del collettivo di artiste Cheap, che presenterà dieci interventi originali creati da artisti ed ex studenti del corso di studio.

Ma Dams significa anche teatro. E sono tre i progetti che valorizzeranno il corso di studi. Dal 20 al 29 aprile è in calendario il laboratorio teatrale riservato agli studenti, condotto da Marco Martinelli, che presenterà il proprio esito performativo in forma pubblica (il 30) e prenderà parte a tre diversi incontri (20-21 e 26 aprile) che raccontano la sua poliedrica carriera e poetica. “I sentieri del pensiero”, invece, è il progetto dedicato a Torgeir Wethal, storico attore dell’Odin Teatret, a cura di Teatro Ridotto-Casa della Cultura. Il 6 maggio invece è in programma la lectio magistralis di Giuliano Scabia, scrittore, poeta, regista e spesso attore dei propri testi, nonché uno dei padri fondatori del Dams, dove ha guidato la cattedra di Drammaturgia.

‘Dams 50’ vede anche la realizzazione di una docu-fiction dedicata alla storia e ai protagonisti del corso di studi dal titolo emblematico: “Andate a lavorare”, prodotto da Genoma Films, con il supporto di Bper Banca.

Con l’arrivo di giugno, si intensificheranno gli eventi. A metà mese, sono diversi gli appuntamenti e interventi artistici per una ‘visita guidata’ del centro di Bologna sulle tracce del Dams, incorniciata da videoinstallazioni architettoniche che valorizzeranno le sedi satiriche e attuali del corso di laurea. Dal 18 al 20 giugno le celebrazioni culmineranno in tre spettacoli sul palco di piazza Maggiore, in collaborazione con Fondazione Cineteca di Bologna.

“Correva l’anno 1971. Il Festival di Sanremo incoronava le note convenzionali di Nada e Nicola di Bari, ma la Mostra di Venezia aveva dovuto sospendere il concorso ufficiale da un paio d’anni per via delle contestazioni, e il Paese viveva tutte le tensioni politiche ed economiche dei cosiddetti ‘anni di piombo’. In quel contesto, un austero signore che insegnava letteratura greca ebbe un’idea rivoluzionaria. Com’era possibile, si chiese Benedetto Marzullo, che l’Alma Mater Studiorum, l’Università di Bologna che si avvicinava ai 900 anni di storia, non avesse un corso di laurea interamente dedicato allo studio di queste nobilissime, gloriose e preziose discipline? Fu così che, fra molte resistenze, fraintendimenti e pregiudizi, nacque il Dams“, racconta Giacomo Manzoli, attuale direttore del Dipartimento delle Arti bolognese. Il progetto fu poi esportato in tutta Italia.

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