Giornate lunghe e bambini a casa, ecco come intrattenerli

Il sonno è fondamentale e non bisogna esagerare con il tablet. Sì a programmi educativi e Lego. I consigli dei pediatri della Società italiana di pediatria
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ROMA – Le giornate sembrano diventate più lunghe. Ed è meglio non uscire, non andare al parco, ma quali sono allora le attività che si possono fare per far star bene i bambini italiani a casa? “Come genitore cerco di aiutarli dando loro delle buone regole di vita e alimentari. Non dimentichiamo di rafforzare le loro difese immunitarie dando frutta e verdura più volte al giorno. Adesso si possono fare spuntini sani, con frutta e yogurt ad esempio, avendo più tempo per restare a casa. No, quindi, ai prodotti confezionati come le merendine, che abbiamo dato ai nostri figli per necessità quando andavano a scuola. Sì alla preparazione con i bambini dei cibi fatti in casa”. Torna a parlare alla Dire di Coronavirus Elena Bozzola, segretario nazionale della Società italiana di pediatria (Sip), ma per per fornire ai genitori consigli pratici su come affrontare al meglio le giornate domestiche.

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Oltre a una sana alimentazione, è fondamentale il sonno. “Questa non è una vacanza ma una emergenza- ricorda ancora Bozzola- cerchiamo di mantenere buone regole vita e di mandarli a letto sempre alla stessa ora”. La scuola continua anche se a distanza. “Un fatto che spesso costituisce per i genitori un doppio lavoro. Come me tanti papà e mamme continuano a lavorare e, nonostante le difficoltà, possiamo cercare di trarre beneficio da questo momento per scoprire qualcosa di nuovo sui nostri figli. Ho scoperto, ad esempio, come mio figlio ha imparato l’aritmetica o a scrivere nuove parole”.

Essendo giorni di scuola, bambini e adolescenti devono studiare. “Tutti gli adulti dovranno improvvisarsi un po’ insegnanti. Nessuno è preparato, ma ce la possiamo fare- incoraggia Bozzola- torniamo noi stessi sui banchi di scuola. Il bambino ha sempre bisogno di un adulto che lo sproni a fare i compiti, ad alzarsi dal letto la mattina e a trascorrere una normale giornata lavorativa”. 

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Oltre l’attività scolastica? “Fare lavoretti, colorare, usare pastelli e acquarelli. La nostra maestra di arte ci ha fatto preparare il caffè e utilizzare al posto del pennello un vecchio spazzolino da denti per colorare l’immagine di un orso. Si fa asciugare il primo strato- racconta il segretario nazionale Sip- e poi si fanno altri caffè e si colorano gli strati successivi e più difficili. Il bambino lavorando si sente importante e trascorre la giornata evitando di stare davanti agli schermi”. L’uso dei device e dei videogiochi è consentito? “Va bene usare le app utili per i compiti assegnati dagli insegnanti e per recuperare le ore di lezione perse- aggiunge Bozzola- ma non date direttamente nelle mani dei vostri figli i device tecnologici. Se i genitori devono lavorare, come è giusto che sia, è meglio spolverare giochi come i Lego o il Didò fatto in casa con farina, acqua, sale e olio”.

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Tra l’uso dei videogiochi e la tv meglio la tv. “Prediligire schermi più grandi e canali dedicati ai bambini, dove difficilmente potranno finire su siti non adatti e pericolosi”, ribadisce la pediatra.

I videogiochi Bozzola non vuole nemmeno nominarli: “Creano uno stato di stress e i bambini sono già stressati da questo momento, perché risentono delle nostre ansie e paure. Meglio far guardare un cartone animato, anche in lingua per favorire l’apprendimento degli idiomi stranieri. Ma attenti alla postura che assumono e a non farli stare incollati agli schermi. Controllate sempre che non finiscano su programmi non adatti alla loro età e pericolosi”.

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Un’attenzione particolare, quindi, va data al mondo dei bambini anche da parte della televisione di Stato. La Sip plaude all’iniziativa di Rai Cultura per la scuola italiana, però lancia un nuovo appello: “Sarebbe auspicabile che tutte le mattine la Rai destinasse delle ore per spiegare la storia, o sviluppasse dei corsi a distanza pensati per i più piccoli sui lavoretti che si possono fare a casa, o qualsiasi altra cosa che possa intrattenerli in maniera sana. La varietà è poca. Questo aiuterebbe i genitori che lavorano da casa e il bambino non resterebbe abbandonato. La televisione- precisa- non può parlare solo di Coronavirus”.

E per non abbassare la guardia e invitare le famiglie a restare a casa, Bozzola ritorna sul dato epidemiologico: “Sono stati segnalati in Italia 43 casi di bambini sotto i 9 anni affetti dal Covid-19. Un dato che resta sottostimato perché nei più piccoli il virus è quasi asintomatico. E’ recente, inoltre, uno studio cinese sul Coronavirus nei neonati. È vero che non sembra verificarsi alcun passaggio in gravidanza dalla madre al bambino, ma sono riportati casi di neonati (nascituri al di sotto dei 28 giorni di vita) che hanno contratto il Covid-19 con una sintomatologia lieve e sono stati individuati solo perchè appartengono a famiglie con persone affette da Coronavirus. Nei più piccoli le forme sono lievi, ma ricordiamo che possono essere degli untori. Nella maggior parte dei casi la trasmissione viene da un soggetto sintomatico- conclude il segretario nazionale Sip- ci sono tuttavia dei casi in cui il contagio si è verificato tramite una persona che non è sintomatica”.

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12 Marzo 2020
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