Brasile, cresce pornografia della vendetta e stupro virtuale

I risultati della ricerca statistica condotta dal Forum brasiliano della sicurezza pubblica e da Data Folha
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ROMA – Pornografia della vendetta e stupro virtuale. Sono due fenomeni, collegati tra loro, che rimandano al web, dove “la distanza fisica da una vittima non e’ piu’ un ostacolo per gli aggressori delle donne”. Sono le valutazioni e i numeri emersi da una ricerca statistica, condotta dal Forum brasiliano della sicurezza pubblica e da Data Folha, presentata da una delle referenti dell’indagine Celina Guimaraes Viana e pubblicati su ‘Il Globo’, in occasione della Giornata internazionale della donna, che accendono un faro sul tema della violenza virtuale che da un anno all’altro ha visto crescere il fenomeno di quasi 7 punti.

LA RICERCA

Se infatti riguardava l’1.2% del campione delle 1.051 brasiliane intervistate nel 2017; è passato all’8.2% delle 1.092 donne che hanno risposto al questionario quest’anno. Stesso campione, ma asticella in salita. Per il 42% è la casa il luogo in cui hanno subito violenza negli ultimi 12 mesi; le strade pubbliche per il 29%; internet per l’8%, mentre un 9% rimanda ad un luogo non definito. La delegata della sezione della polizia dedicata alla donne, Rio de Janeiro, Fernanda Fernades ha confermato- in occasione della presentazione della ricerca statistica- “un numero significativo di segnalazioni per casi di violenza virtuale”.

Nonostante una legge dell’anno passato abbia introdotto nel codice penale brasiliano questi reati, definendo le pratiche di atti libidinosi senza consenso come ‘assedio sessuale’, compresa la divulgazione di fotografie, video e pornografia, persiste “la colpevolizzazione delle donne che subiscono soprattutto dentro casa i maltrattamenti. E non di rado accade- ha spiegato alla Dire Monica Nicola, psicoterapeuta e membro del Comitato DireDonne- che a una donna che denuncia la diffusione di una foto, che magari è stata anche manipolata dal suo ex fidanzato- le chiedano perché abbia inviato una foto privata a qualcuno”.

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