Gli articoli della Dire non sono interrotti dalla pubblicità. Buona lettura!

Perù, approvata la legge: più diritti per i figli degli emigrati

La novità è possibile grazie ad una riforma della Costituzione appena approvata dal parlamento del Perù
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

ROMA – Più diritti per i figli degli emigrati nati all’estero: lo promette una riforma della Costituzione appena approvata dal parlamento del Perù, che sta avendo ripercussioni anche in Italia. I deputati, riferisce ‘Andina’, l’agenzia di stampa statale di Lima, hanno rimosso l’obbligo per gli aspiranti cittadini di registrarsi presso l’anagrafe nazionale entro il compimento dei 18 anni. D’ora in avanti, i figli degli emigrati nati all’estero potranno far richiesta della carta d’identità e di altri documenti anche una volta raggiunta la maggiore età.

“Abbiamo fatto un lavoro all’insegna dell’uguaglianza” ha detto Luz Salgado, deputato promotore della legge: “L’unico requisito è che si dimostri di essere figlio o figlia di un peruviano“.

Secondo i sostenitori della riforma, approvata giovedì, per decenni molti figli di emigrati sono stati privati del diritto di cittadinanza a causa di omissioni, status irregolare dei genitori o più semplicemente difficoltà nell’accesso ai servizi consolari.

Secondo ‘Andina’, dopo il via libera alla riforma, che ha emendato l’articolo 52 della Costituzione, “code di connazionali in attesa si sono formate all’esterno dei consolati in Venezuela e in Italia“.

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Agenzia DIRE - Iscritta al Tribunale di Roma – sezione stampa – al n.341/88 del 08/06/1988 Editore: Com.e – Comunicazione&Editoria srl Corso d’Italia, 38a 00198 Roma – C.F. 08252061000 Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»