Marche, segnali positivi dall’export: +7,5% nell’ultimo trimestre 2014

“Segnali positivi, ormai da diversi trimestri, certificano per l’export marchigiano un
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marche“Segnali positivi, ormai da diversi trimestri, certificano per l’export marchigiano un trend in costante e decisa crescita. Il valore delle esportazioni dalla nostra regione, nel 2014, ha toccato il massimo livello da sette anni a questa parte. In questo modo l’export marchigiano raggiunge, e addirittura supera, i livelli pre-crisi. Un dato che, unito ad altri indicatori come l’aumento dell’occupazione e il calo della disoccupazione, delinea per le Marche uno scenario di fiducia e la certificazione dell’efficacia dell’azione del governo regionale in tema di politiche a sostegno dell’internazionalizzazione. Essere indicati dall’Istat come una delle regioni che contribuiscono di più a sostenere l’export italiano è un ulteriore motivo di soddisfazione”.

Questo il commento del presidente della Regione Marche, Gian Mario Spacca, sulla rilevazione Istat sull’andamento dell’export nel quarto trimestre del 2014 e nell’intero anno. Le Marche, con un +7,5% (contro il +2% della media nazionale), sono inserite dall’Istituto di statistica tra le cinque regioni che più hanno contribuito nel 2014 all’espansione dell’export nazionale, insieme ad Emilia Romagna, Lombardia, Veneto e Piemonte, e si piazzano al quarto posto in Italia per crescita delle esportazioni. Particolarmente significativo il dato assoluto relativo all’ammontare dell’export nel 2014: con 12,48 miliardi di euro, il valore dello scorso anno supera di quasi 2 miliardi quello del 2008, attestandosi come il più elevato degli ultimi sette anni.

“L’andamento delle esportazioni tra gennaio e dicembre 2014- conclude Spacca- registra segni più sia per le vendite verso la Ue, sia per quelle verso i Paesi extra Unione Europea. Anche questo un elemento significativo. Quanto ai settori, se è vero che il farmaceutico continua ad incidere sulla crescita dell’export, non meno importante è che tale andamento positivo è dovuto anche alle buone performance di altri settori, dal tessile-abbigliamento alla meccanica, dalla nautica alla carta, dalle materie plastiche al vetro”

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