mercoledì 11 Marzo 2026

Morso da un ragno violino, rischia di perdere la gamba: salvato all’ospedale del Mare di Napoli

Ricoverato dallo scorso giugno, sono stati necessari molti mesi di ricovero e oltre 15 interventi. Ora il 68enne è tornato a casa e può camminare perfettamente

NAPOLI – Ha rischiato di perdere l’arto inferiore sinistro a causa del morso di un ragno violino. È accaduto a Napoli. Alessandro (nome di fantasia a tutela della privacy), paziente di 68 anni, giunge al pronto soccorso dell’Ospedale del Mare la notte tra il 26 e il 27 giugno 2025, in condizioni di fragilità, con dolori all’arto inferiore sinistro, che si presenta gonfio e arrossato.

LA TAC E IL RICOVERO

Riferisce di essere stato punto da un insetto (presumibilmente un ragno violino, dalla sintomatologia descritta) nei giorni precedenti e, a parte i dolori, l’arto inferiore sinistro si presenta cianotico e con lesioni bollose. Inoltre, Alessandro presenta febbre alta e in pronto soccorso gli viene subito prescritta una tac urgente che gli viene eseguita in breve tempo in Radiologia generale (diretta da Fabio Tamburro), dalla quale risulta un infargimento emorragico (accumulo di sangue perché c’è rottura di vasi) dei tessuti sottocutanei.
Il paziente viene ricoverato nella Unità operativa complessa di Medicina di Emergenza e Urgenza, diretta da Giovanna Guiotto, con diagnosi di sepsi e fascite non specificata all’arto inferiore sinistro.

IL PEGGIORAMENTO

Le sue condizioni generali peggiorano rapidamente con febbre alta e progressione dell’infezione mentre a livello locale, sulla gamba e coscia sinistra, compaiono aree di vasta necrosi dei tessuti molli (pelle e tessuto sottocutaneo) a partire dalla radice della coscia fino alla gamba con sviluppo di artrite settica dell’articolazione del ginocchio che induce a pensare a un’amputazione dell’arto.
Le condizioni continuano a peggiorare rapidamente e Alessandro viene trasferito in Terapia Intensiva (diretta da Ciro Fittipaldi) i primi giorni di luglio per poi essere trasferito e preso in carico dalla Unità operativa semplice dipartimentale di Chirurgia Plastica, diretta da Alfredo Borriello.

GLI INTERVENTI CHIRURGICI CHE LO HANNO SALVATO

In questa sede, Borriello e la sua equipe effettuano circa 10 interventi di debridement (ovvero resezione progressiva delle parti necrotiche, lavaggi e applicazione di pressione negativa). Contestualmente, le condizioni generali di sepsi e infezione iniziano a migliorare grazie al lavoro in team con Marina Lugarà, infettivologa dell’Ospedale del Mare, che con terapie mirate e di ultima generazione riesce a tenere il controllo della sepsi.
Inizia poi il percorso ricostruttivo con multipli interventi circa cinque, di apposizione di matrici dermiche di ultima generazione e innesti cutanei. Le condizioni generali migliorano con progressiva riduzione della febbre, miglioramento delle condizioni emodinamiche e riduzione dell’essudato delle ferite secernenti.
Alessandro, dopo un lungo ricovero, oggi sta bene ed è tornato a casa. È in grado di camminare perfettamente ed è riuscito a conservare il suo arto.

“Anche in questo caso le donne e gli uomini dell’Asl Napoli 1 Centro sono stati straordinari – afferma Maria Corvino, direttrice sanitaria -. Grazie alla loro professionalità e competenza hanno trattato un caso clinico molto complesso al meglio. Una sanità d’eccellenza che ogni giorno offre risposte ai nostri concittadini”.
“Quello dell’Ospedale del Mare – dichiara il direttore generale Gaetano Gubitosa – è un team multidisciplinare che ha lavorato insieme per salvare l’arto inferiore e la vita a un paziente. Questo risultato è il frutto della dedizione e della capacità di lavorare insieme mettendo al centro il paziente e la sua salute. Ringrazio tutto il personale coinvolto per l’impegno e l’ottimale risultato raggiunto”.

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