lunedì 16 Marzo 2026

VIDEO| L’Ue verso la riforma del Biologico, Laureti (Pd): “Una revisione fondamentale per la produzione nel Centro Italia”

L'eurodeputata responsabile dell'aggiornamento normativo: "L'obiettivo?Arrivare al 25% di superficie agricola coltivata a bio entro il 2030"

di Alessio Pisanò

STRASBURGO – “La revisione del regolamento europeo sul biologico è un risultato di grande soddisfazione per noi socialisti e democratici e per l’Italia. Sarò relatrice di una riforma che interviene su nodi cruciali, in particolare sulle norme che riguardano esportazioni e importazioni dei prodotti biologici”. Lo ha dichiarato l’eurodeputata Camilla Laureti (Pd) a margine della sessione plenaria del Parlamento europeo a Strasburgo. Secondo Laureti il tema è centrale per il futuro del settore agroalimentare europeo. “Il biologico è fondamentale per raggiungere un obiettivo che l’Unione europea si è data: arrivare al 25% della superficie agricola coltivata a biologico entro il 2030”, ha spiegato.

LA RIFORMA DEL BIO, COSA PREVEDE

La riforma, ha aggiunto l’europarlamentare dem, punta a sostenere un modello produttivo capace di coniugare sostenibilità ambientale e sociale, tutela del reddito degli agricoltori e salvaguardia delle aree interne e rurali. “Il biologico riesce a tenere in vita territori fondamentali. Inoltre, nel settore biologico il 20% delle aziende agricole è guidato da giovani, contro il 10% dell’agricoltura convenzionale: senza ricambio generazionale l’agricoltura non ha futuro”.
Un’attenzione particolare è stata rivolta all’Italia e in particolare alle regioni del Centro. “Nel Lazio, in Umbria, nelle Marche e in Toscana il biologico è centrale: sono territori dove si concentra una parte importante della produzione. Dobbiamo rafforzare un’agricoltura che garantisca cibo sano, rispetti le persone, l’ambiente e i nostri territori”, ha sottolineato Laureti. Nei prossimi mesi, ha concluso, “lavoreremo insieme agli altri gruppi politici e in stretto dialogo con le associazioni e gli operatori del settore. L’ascolto dei territori è decisivo per fare del biologico uno dei pilastri delle politiche agroalimentari europee”.

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