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Comunali Genova, Dello Strologo si presenta: “Lotta alle disuguaglianze, equità e giustizia sociale”

Sarà Ariel Dello Strologo il candidato sindaco del campo progressista per le elezioni in programma a giugno 2022

12-02-2022 19:10
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GENOVA – Da una città disorientata, frammentata, in cerca di una vocazione e di una identità e tutt’altro che “meravigliosa”, a una città nuova, positiva, che sia comunità, che sappia coniugare lo sviluppo economico e la giustizia sociale. E’ questa la Genova che vuole Ariel Dello Strologo, il candidato sindaco del campo progressista per le elezioni in programma a giugno 2022, che si è presentato ufficialmente oggi pomeriggio, nel giardino di Mentelocale, a Palazzo Rosso, un centinaio di passi da Palazzo Tursi, sede del Comune.

Ci sono tutti i rappresentanti delle 12 forze di centrosinistra che lo sostengono, così tante che deve scriversele su un taccuino e leggerle per essere certo di non aver dimenticato nessuno: “Ho provato a impararle a memoria, ma meglio evitare scherzi alla prima uscita”, sorride. Pd e Movimento 5 stelle sono in forze. Tra il pubblico anche il suo predecessore e candidato cinque anni fa, Gianni Crivello, e il candidato della stessa coalizione alle ultime regionali, Ferruccio Sansa. E’ proprio con quest’ultimo che Dello Strologo si presenta quasi a braccetto, segno volutamente visibile che i contrasti delle ore precedenti alla chiusura dell’accordo per la sua candidatura sono ormai acqua passata.

Oggi clima disteso, dopo settimane e settimane di veti incrociati. Dello Strologo stringe mani e dispensa sorrisi a tutti. Mostra pacatezza e serenità, anche se la gamba che continua a ballare sotto il tavolo nasconde un po’ di tensione, scacciata via assieme al giaccone, nonostante il clima non troppo mite. “Mi hanno detto che devo fare cinque minuti di ginnastica tutte le mattine per reggere la campagna elettorale”, scherza.

Davanti alla stampa e ai cittadini parla da solo: l’addetto stampa ancora non c’è e l’agenzia di comunicazione che lo seguirà, “Consenso”, la stessa di Stefano Bonaccini, per ora resta nelle retrovie. Ma la scelta, studiata o meno, appare in netta opposizione alla campagna elettorale di cinque anni fa del suo avversario, Marco Bucci, sempre affiancato dal big politici, locali o nazionali. Per i partiti ci sarà tempo, d’altronde Genova e Palermo si contenderanno presto la ribalta politica nelle prossime amministrative. Finiti i preliminari, tocca ai concetti.

Finalmente siamo di nuovo tutti uniti– esordisce- questo è l’inizio di un lungo cammino e veder qui tanti pezzi di città mi riempie di gioia”. Poi, ripercorre tutta la sua esperienza professionale, da avvocato e da amministratore, ex presidente della Società Porto Antico. Necessaria esposizione del curriculum, ma anche voglia di sottolineare che la città la conosce bene, in tutti i suoi gangli. D’altronde, è già la terza volta che il suo nome è stato tirato in ballo per una candidatura. “Stavolta non ho resistito al richiamo della foresta: ho detto sì sulla base di un ragionamento ampio e di un progetto. Abbiamo scoperto che la sinistra esiste ancora e che centrodestra e centrosinistra non sono la stessa cosa e danno risposte diverse- spiega- non volevo essere solo il candidato del Pd, volevo che ci fossero le condizioni per vincere e dare una mano ad aiutare il centrosinistra a ritrovarsi, ricompattarsi e formulare la proposta credibile, nuova e convincente per una città in cui le disuguaglianze sociali sono sotto gli occhi di tutti”.

E questo sarà il tema più ricorrente nei cinquanta minuti di discorso del presidente della comunità ebraica genovese. “La lotta alle disuguaglianze- ribadisce- non è un punto del programma, è il programma. Disuguaglianze economiche, sociali e sanitarie, in una città che vede un quinto della sua popolazione, 100-120.000 persone sulla soglia della povertà. Una città che, nel pieno di una crisi economica, non ha un assessore ai servizi sociali”.

Per garantire una “ridistribuzione equa della ricchezza” la ricetta di Dello Strologo è “uno sviluppo economico che produca equità e giustizia sociale. Perché la lotta alle disuguaglianze deve essere fatta con la prevenzione, mentre la repressione deve essere l’ultima ratio per fenomeni non gestibili. Una città che dedica uno sforzo eccessivo all’ultimo miglio non è sana perché non ha saputo prevenire l’insorgenza del disagio”.

E la forma principale della prevenzione, sostiene, è “l’istruzione“. Che deve partire dai primissimi servizi, “in una città che ha 17.000 bambini che vorrebbero andare al nido, ma solo 1.700 posti nei comunali”. Un breve passaggio lo dedica anche alle infrastrutture, tema caldo nella coalizione giallorossa. “Uno dei problemi fondamentali di Genova è il suo isolamento, non solo fisico, ma anche sociale e civile. Questa città ha bisogno di infrastrutture, ma la rottura dell’isolamento deve avvenire nel rispetto dell’ambiente e del pianeta“.

Per far tornare Genova una città in cui si vive bene, sostiene Dello Strologo, “serve un patto tra generazioni e un piano regolatore sociale, che consenta di indirizzare l’equità sociale in tutti i quartieri della nostra città”. Tra i punti di quello che sarà il suo programma, anche “un impegno forte da parte del Comune, che deve restituire dignità ai suoi funzionari e impiegati”. Poi, il capitolo economia fondato su tre pilastri: porto, turismo e industria leggera. “Ho scoperto che abbiamo sei miliardi da investire con il Pnrr, ma non basta spendere e aprire cantieri- illustra il suo pensiero- bisogna che gli interventi che mettiamo in campo abbiano un ritorno sul territorio e consentano uno sviluppo alla città”. Sviluppo che, sostiene, “negli ultimi cinque anni non c’è stato, in una città che ha perso 30.000 abitanti. E non vorrei che ne passassero altri cinque.

Tanti i passaggi a volo d’uccello su altri temi: dalla necessità di ridare dignità a dipendenti comunali, alla volontà di recuperare le tante aree abbandonate della città passando per la necessità di mettere mano a un serio programma di manutenzioni. Insomma, la Genova di Dello Strologo è una “città equa, solidale, ricca e in cui lo sviluppo economico porti ricchezza a tutti“. Prima di poterla realizzare, però, bisogna vincere le elezioni. “Nulla di personale contro il sindaco Marco Bucci, che negli ultimi confronti pubblici che abbiamo avuto è stato simpatico- conclude- ma spero che la competizione elettorale salga di livello rispetto al passato, la mia visione di città e società è diversa dalla sua”.

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