Governo, Arrigoni: “Transizione ecologica? Contano le idee e la sostenibilità sociale”

"Se si punta solo a favorire la mobilità elettrica sono pochi gli italiani che si possono permettere una Tesla", dice il senatore della Lega, responsabile del dipartimento Energia del partito
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ROMA – Quella del ministero della Transizione ecologica è una “partita da presidiare, ci può anche stare, ma più che la scatola contano i contenuti”. Insomma, “potremmo essere d’accordo, ma dipende da cosa si vuole fare“. Paolo Arrigoni, senatore della Lega, responsabile del dipartimento Energia del partito, lo dice in una conversazione con la Dire. “Non sono le persone che contano ma le idee, gli obiettivi finali, i progetti”, dice Arrigoni, “dipende dagli obiettivi che uno si dà e da quali sono i principi”. Da questo punto di vista “non deve aumentare la diseguaglianza sociale“, raccomanda, ad esempio “se si punta solo a favorire la mobilità elettrica sono pochi gli italiani che si possono permettere una Tesla”, il top di gamma delle auto elettriche, e quindi “trovo discutibile che si possano dare 20mila euro a un benestante perché possa comprarsi la Tesla“.
Certo, “serve la sostenibilità ambientale, ma va coniugata alla sostenibilità economica e a quella sociale”.

Ciò detto, per quanto riguarda la mobilità sostenibile “non si può seguire solo l’elettrico- spiega il responsabile Energia della Lega- ci sono i biocarburanti, i carburanti sintetici, e soprattutto c’e il biometano“, quello che si produce a partire dagli scarti agricoli. Può rappresentare “un elemento di rilancio del settore agricolo”, trasformando un costo, quello dello smaltimento, in un guadagno e contribuendo a “ridurre la dipendenza energetica del Paese”. Tema, quello del biometano, del quale nel Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) “non si dice nulla”.
Sempre sul tema mobilità a basse emissioni “oggi ci sono in circolazione 25-30 milioni di veicoli leggeri, tanti Euro 4 e Euro 5, e allora che facciamo? Ci sono persone meno abbienti e le obblighiamo a demolirli per un’auto elettrica? E’ improponibile“. Come Lega “abbiamo proposto “piccoli contributi da 600-700-900 euro per convertire veicoli esistenti all’alimentazione a Gpl o metano, a biometano, ma la proposta è stata assolutamente bocciata”, ricorda.

“Per la Lega tra gli obiettivi da perseguire nella transizione ecologica non c’è solo il taglio della CO2, che deve essere assolutamente perseguito, d’accordo, ma c’è anche un tema di eccessiva dipendenza energetica del Paese verso l’estero, di bollette eccessive per famiglie e imprese, il che comporta un problema di competitività da preservare, c’è un problema di filiere che vanno tutelate e si deve farne nascere di nuove”, prosegue il senatore Paolo Arrigoni, responsabile Energia della Lega. “Abbiamo filiere da presidiare e dovremmo sfruttare la transizione ecologica per far nascere e crescere le nostre filiere, non favorire quelle cinesi”, segnala, “c’è il tema della diversificazione degli approvvigionamenti energetici ma anche di un principio di neutralità tecnologica che deve essere portato avanti”. Ciò detto, “ritengo che si debba correre e mettere mano a un PNRR che come Lega abbiamo criticato ma che poi è stato fatto a pezzi da Corte dei conti, Bankitalia e Ufficio parlamentare di bilancio, e nei prossimi due mesi e mezzo farne uno degno di questo nome”, avverte Arrigoni, sapendo che “poi ci saranno due mesi e mezzo di contrattazione con l’Ue”.

Le “priorità sono queste- dice il senatore del Carroccio- non è che la mattina ti puoi svegliare e pensare di mettere insieme i ministeri dell’Ambiente, dello Sviluppo economico e dei Trasporti“.
C’è poi “il mondo dell’attività economica che vorrebbe investire nel ciclo rifiuti, per chiuderlo, ma deve aspettare anni e anni per i decreti End of waste”, quelli che autorizzano la ‘materia prima seconda’ derivata dal riciclo dei materiali, dice il senatore della Lega, “per non parlare della chiusura del ciclo dei rifiuti urbani”. Ecco, “per quel che riguarda la raccolta differenziata sono saltato sulla sedia leggendo che nel PNRR è scritto che bisogna investire sulla comunicazione per far fare ai cittadini la differenziata- lamenta Arrigoni- la chiusura del ciclo si fa solo con impianti che nel centro-sud Italia sono carenti o assenti, soprattutto per quanto riguarda il compostaggio”.

“Lo dico a chi parla di tutela ambientale, è scandaloso che ogni anno 200mila Tir partano dal centro-sud, da regioni come Lazio e Campania, per arrivare nelle regioni del nord dove si sono realizzati impianti di termovalorizzazione e altro, in regioni amministrate dalla Lega che è cattiva e nemica dell’ambiente, ma che invece l’ambiente lo tutela con i fatti- continua il senatore Paolo Arrigoni, responsabile Energia della Lega- A questi ambientalisti che vorrebbero ancora i Tir carichi di monnezza in giro per l’Italia chiedo dell’inquinamento che causano, se non è un problema, per non parlare delle Regioni del sud che hanno una TARI (la Tassa sui rifiuti, ndr) doppia o tripla di quella che pagano i cittadini lombardi”. In tutto ciò è urgente mettere mano al PNRR, ribadisce Arrigoni, “per evitare di arrivare impreparati al 2026, anno in cui dovremo aver realizzato tutti i progetti” tenendo conto che nell’attuale “non c’è traccia governance”. Ad esempio c’è la questione delle autorizzazioni, frenate da “un sistema che in Italia non funziona, a partire dalla burocrazia. Si deve mettere mano ai processi autorizzativi che vanno accelerati e stabilizzati e al Codice degli appalti, con una moratoria che si allinei con ciò che l’Europa ci chiede di fare”, altrimenti al 2026 “con questo Codice degli appalti arriviamo appena alla definizione del progetto e ad avere in mano l’autorizzazione”, senza contare “l’imprescindibile riforma di fisco, giustizia e Pubblica amministrazione”. Fenomeni che frenano anche le installazioni di nuova capacità energetica rinnovabile, “altrimenti lo vediamo con il binocolo gli obiettivi delle rinnovabili, con una nuova capacità generazione che è meno 20% di quel che dovremmo fare”, a fronte di un “impietoso confronto come quello con la Spagna sui bandi FER”. Questo, conclude il responsabile Energia della Lega, “significa perseguire le materie ambientali e energetiche in modo pragmatico“.

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