Ue, il M5s contro la Commissione: “Stop a progetti energetici prioritari o il Green Deal è solo un inganno”

Il Movimento 5 stelle annuncia il voto contrario alla lista dei progetti energetici prioritari proposta dalla Commissione europea
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ROMA – “Il Movimento 5 Stelle si oppone alla lista europea dei progetti energetici prioritari, manca infatti l’ambizione verde che permetterebbe il raggiungimento degli obiettivi dell’accordo di Parigi. All’Europa non serve una lotta ipocrita contro i cambiamenti climatici, i nuovi progetti di infrastrutture per il gas, elencati nell’atto delegato della Commissione europea, vanno cancellati da questa lista. È un impegno che dobbiamo alle future generazioni che da mesi scendono nelle piazze di tutta Europa nell’ambito delle iniziative FridaysForFuture”, così in una nota l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Ignazio Corrao che ribadisce il voto favorevole al veto sulla quarta lista dei progetti di interesse comune che verrà votata oggi dal Parlamento europeo.

“Chiediamo che i finanziamenti di progetti di infrastrutture per il gas siano dirottati per progetti legati al rinnovabile e all’elettrico che non producono emissioni di CO2. È assurdo inoltre che si autorizzi l’importazione dagli Stati Uniti del gas prodotto da fratturazione idraulica o fracking. Se non si volta pagina rispetto alle fonti fossili, se non si rivoluziona con fatti concreti l’approvvigionamento energetico, l’Europa non cambierà davvero e si renderà complice di un greenwashing che non serve alle future generazioni”, aggiunge Corrao.

“O la Commissione europea riconosce di aver sbagliato, ritira la lista dei progetti di interesse comune e ne propone una nuova con progetti che non alterino il clima, oppure il Green Deal è solo un grande inganno. Usare soldi pubblici per finanziare progetti energetici basati sulle fonti fossili è inaccettabile. La domanda di gas oggi è in calo e con previsioni – confermate dalla stessa Commissione europea in tutti gli scenari considerati nella Long Term Strategy – che indicano una riduzione della domanda fino al 90%. Se i rappresentanti dei cittadini vogliono essere credibili di fronte ai cittadini, allora devono rigettare la proposta della Commissione”, aggiunge l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Eleonora Evi.

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12 Febbraio 2020
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