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Sanremo 2017, il gran finale di #sanpedro

di Matteo 'Pedro' Pedrini La musica è finita, gli amici se
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di Matteo ‘Pedro’ Pedrini

La musica è finita, gli amici se ne vanno.

Si è dunque conclusa la 67a edizione del Festival di Sanremo con la vittoria clamorosa di un cantante che per cinque serate è salito sul palco a cantare con una scimmia enorme: non accadeva una cosa simile dall’ultima partecipazione alla kermesse di Gianluca Grignani.

Occidentali’s karma di Francesco Gabbani trionfa sulla zia Fiorella – che porta comunque a casa il premio per il miglior testo, il premio sala stampa, il pallone d’oro, l’orso d’argento, una pentola d’acciaio inox e un ferro da stiro con cambio Shimano – e su Ermal Meta, che riceve il meritatissimo premio della critica per un suo tweet al veleno contro le donne che portano le borse di Braccialini. Era ora che qualcuno lo facesse. Premio per il miglior arrangiamento a Di rose e di spine di Al Bano ottenuto con la minaccia “O mi date un premio qualunque oppure la ricanto“.

La serata finale parte subito col brivido. Dopo l’esibizione dei Ladri di carrozzelle, l’ennesima parata di forze dell’ordine varie – è notizia di oggi che in ossequio alla spending review il prossimo anno Sanremo sarà accorpato alle celebrazioni del 2 Giugno, ndr – fa temere una retata nei camerini che in realtà non avviene. In caso contrario mi pare evidente che il festival lo avrebbero vinto i Ladri di carrozzelle per mancanza di cantanti.

GLI OSPITI

Per l’ultima serata, come promesso da Carlomaria, è ospite Zucchero: dalla sua ultima apparizione a Sanremo sono passati più di trent’anni. E meno di dieci docce. La “star internazionale” (così la definisce Conti e inspiegabilmente ha ragione), dopo alcuni brani in playback dal suo ultimo album eseguiti anche grazie alla nuova batterista Michelle Obama, “duetta” con Luciano Pavarotti in Miserere. La gente da casa è confusa e nel dubbio manda l’SMS votando Pavarotti col codice 48.

Altri ospiti: tre attrici (Del Bufalo, Buscemi e Mastronardi) con cognomi chiaramente inventati da Maccio Capatonda, Geppi Cucciari, Alvaro Soler in permesso premio da Guantanamo dove è recluso per Sofia, e l’attuale compagna di Vincent Cassel al cui ingresso Monica Bellucci da casa compie un gesto inconsulto: si iscrive a un corso di recitazione. Presenti anche il riesumato Paolo Vallesi che canta con Amara una canzone dall’ultimo album Live in sacrestia e il piccolo Chopin Boscaiolo che suona il piano e dice che Dio è bellissimo. A seguire Conti ha distribuito l’eucarestia, a Masini sono spuntate le stigmate e infine è apparsa Maria. Da segnalare anche il guasto al ripetitore che costringe la Rai a mandare in fretta e furia uno spezzone di Fantastico ’86 con un monologo di Enrico Montesano.

IL PAGELLONE TOTALE GLOBALE

Francesco Gabbani, voto 10: dai tempi in cui doppiava il pupazzo Five e conduceva Tra moglie e marito ne ha fatta di strada. La sua vittoria con quel tipo di canzone è un po’ come uno scudetto vinto dal Foggia di Zeman: inaspettato e fighissimo.

Il merchandising ufficiale di Francesco Gabbani

Fiorella Mannoia, voto 7: la sua canzone travolge nella prima serata poi va perdendo di intensità. La gigante rossa della kermesse si comporta proprio come l’omonima stella: prima ingloba tutto ciò che ha intorno poi va ritirandosi. Per fortuna la finale è arrivata prima che potesse diventare una nana bianca.

Ermal Meta, voto 8: continuano tutti a dire che la sua sia una canzone di denuncia quando è semplicemente una storia personale che ci consegna con credibilità e tocco da grande. E futuro grandissimo. Premio della critica dedicato da me ai rompicoglioni anti-canzoni con quattro accordi: è quello che ci metti sopra al tavolo a fare la cena buona.

Michele Bravi, s.v.: lo sfruttamento minorile va fermato. Lui voleva solo salire in piedi sulla sedia e recitare la poesia di Natale per i nonni e si è trovato sul palco dell’Ariston. Vergognatevi tutti.

Michele Bravi e la sua infanzia violata

Paola Turci, voto 7: Paola Turci è una donna, un’autrice e un’interprete enorme. La canzone ha del tiro ed è vera. Tanto le e ci basta e le e ci avanza. Avesse voluto vincere si sarebbe presentata con qualcosa di più adesivo. Bimbeminkia che volete cantare: imparate dalle paoleturci e mollate le emme e le amorose.

Fabrizio Moro, voto 8: arriva settimo ma cazzogliene. Melodia e arrangiamento un po’ scippati qua e là, ma brano ben strutturato la cui forza è nel testo per la figlia che trasuda tanta onestà e zero paraculaggine. Come sempre.

Un raggiante Fabrizio Moro

Samuel, voto 7: il membro dell’affollata setta dei pelati con barba e cappellino ha portato una canzone che resta in mente, fa muovere la gambetta, è un po’ piaciona e un po’ se la tira, che è costruita per le radio e che le radio cuocerà. Sanremo era solo un spot. Ora però ridategli gli altri due microfoni.

Samuel, qui ai tempi dei Subsonica quando era soprannominato The Wall

Marco Masini, voto 9: il tredicesimo posto della sua Spostato di un secondo è il gol di Muntari feat. Juliano su Ronaldo feat. Go’ de Turone del festival 2017. E’ una canzone pazzesca nel progetto ambizioso del concetto da esprimere, nella costruzione del testo, nella scelta delle altre componenti e nell’efficacia della sua interpretazione. Pubblico votante, ti meriti solo dei Bernabei e delle Bianche Aztechi.

Un perplesso Marco Masini apprende del tredicesimo posto

L’addetto ai pirulini nella serata cover durante l’esibizione di Sergio Sylvestre, voto 10: sfasando la base con la parte suonata dal vivo fa entrare nella leggenda Sylvestre. Nella leggenda ora si sta strettissimi.

La principessa Elsa di Frozen, voto 8: molto generoso da parte sua denudarsi per dare il proprio vestito a Lodovica Comello nella serata finale.

 Lodovica Comello paparazzata in deshabillé

Gli speleologi addetti agli auricolari di Nesli, voto 10: resistete ragazzi, stiamo venendo a prendervi.

Il signor Meliconi, voto 10: grazie al suo GSS (Guscio Salva Scroto) siamo tutti riusciti a non riportare danni permanenti durante le esibizioni di Chiara. Grazie.

Una scatenata Chiara qui immortalata all’apice dell’eccitazione interpretativa

Carlo Conti e Maria De Filippi, voto 6: hanno condotto la nave in porto senza infamia e senza lode nonostante i grossi problemi col budget di cui il 90% è stato destinato al catering per il camerino di Sergio Sylvestre. Unico appunto: la maleducazione nel non invitare nemmeno per la serata finale le tette di Lodovica Comello.

Giorgio Moroder, voto 10: il presidente della giuria di qualità ha compiuto un gesto splendido ancorché non dovuto. A fine serata infatti si è avvicinato al ministro della difesa Roberta Pinotti presente in prima fila a rappresentare il governo italiano e le ha sussurrato all’orecchio “Non sapevo cosa comprarvi perché avete già tutto, così v’ho fatto la busta”. Col contenuto della medesima il premier Paolo Gentiloni ha appena sanato il debito pubblico. E sono avanzati anche due spicci per qualche F-35.

IL VERSO DEFINITIVO

Stanotte ho aperto uno spiraglio nel tuo intimo” da Nel mezzo di un applauso, di Tampax – Filetto – Penzolante, canta Alf-essio Bernabei. Dirige l’orchestra il Maestro Primo Menarca.

Alessio Bernabei, penultimo ma soddisfatto

Bene, da DIRE…tta dall’Ariston – Sanpedro è tutto, grazie per la cortese attenzione, da Matteo Pedrini un grosso bacio stampo in esterna.

Ah, ho un’ultima cosa da dirvi:

KERMESSE!!!!!!!!!!!!1111!!!!1!!!!111!!!1!!!!!!!!!111!!!!

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