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Sensori nelle case Erp di Bologna “per renderli più autonomi”

"prevenire rischi senza intaccare privacy", sperimentazione al via oggi

Pubblicato:09-01-2023 16:17
Ultimo aggiornamento:12-01-2023 16:17
Canale: Mondo Hi-Tech
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BOLOGNA – Sono utili a scovare eventuali ‘anomalie’, monitorando gli spazi all’interno di un singolo appartamento. Ad esempio, l’allerta scatta se in un’intera giornata non si registrano accessi al bagno, oppure se d’inverno in una stanza non viene mai accesa la luce. Nel caso, il segnale viene inviato ad una stazione appositamente incaricata, per approfondire l’iter di verifica dell’allarme. Si tratta dei nuovi sensori che l’azienda degli alloggi popolari Acer, la Regione e la sua azienda hi-tech Lepida schierano a Bologna, a tutela in primis degli utenti anziani che abitano negli appartamenti Erp per rednerli più autonomi, in sicurezza. La sperimentazione parte oggi a Bologna (dopo il primo avvio regionale al Residence Care di Novi seguito da quelli di Novellara, Carpi e Ferrara) e l’obiettivo è quello di estenderla via via a tutto il territorio regionale.

Si comincia da una premessa o meglio da una conferma, quella per cui soprattutto nelle case Acer vivono in maggioranza persone di una certa età: oltre il 40% degli assegnatari Acer (sono in tutto 15.926 nell’area metropolitana) è rappresentato a Bologna da ultra 65enni. Nel 13% dei casi, inoltre, le famiglie in questione includono persone seguite dai servizi sociali, visto che invecchiamento e fragilità vanno di pari passo. Per assicurare una maggiore tutela a tutti gli utenti, annuncia il presidente di Acer Marco Bertuzzi, la sperimentazione in città, gratuita e volontaria, si avvia oggi in un palazzo di via Albani, alla Bolognina, riservato agli utenti con più di 65 anni. Vengono coinvolti nel test potenzialmente 16 famiglie con assegnatari che hanno in media oltre 70 anni: il più giovane ne ha 66, il più anziano 90 e vive da solo. Più in generale, sette nuclei su 16 sono composti da un’unica persona.

Come spiegano Gianluca Mazzini e Alfredo Peri, direttore generale e presidente di Lepida, a fianco dell’assessora regionale all’Agenda digitale Paola Salomoni, i sensori in ballo si caratterizzano per una tecnologia a lunga percorrenza ma a pochissima potenza, al ritmo di una velocità di trasmissione molto bassa. Un sensore permette di verificare in particolare la presenza di persone, l’altro temperatura, pressione e umidità di un ambiente. Se ne potranno predisporre 3-4 in ogni appartamento individuato. “Sono sensori ambientali- aggiunge Mazzini- molto semplici, ma messi insieme risultano efficaci per verificare se l’abitudine di una persona in uno spazio è quella consueta o meno. I sensori funzionano ad una frequenza di 868 megahertz, messa a disposizione tramite autorizzazione ministeriale.

Mettendo in rete stazioni radio in grado di ricevere i sensori, si può coprire un raggio di 2-3 chilometri allargandosi poi a tutta la città”. I sensori, acquistati da Acer, non presentano costi di interconnessione, non ricorrono a internet o cellulari e non impattano quindi sulla privacy. Lepida coordina la sperimentazione, mettendo a disposizione il sistema SensorNet per la raccolta centralizzata delle misurazioni rilevate dai nuovi apparecchi. Sono soddisfatti e attendono i risultati del progetto anche Emily Clancy e Luca Rizzo Nervo, vicesindaca con delega alla Casa e assessore al Welfare, proprio con l’obiettivo di “rafforzare la domiciliarità delle persone a rischio, prevenire la non autosufficienza e favorire un invecchiamento in salute”.

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2023-01-12T16:17:51+01:00