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In ‘Doc 2’ arriva il Covid, Luca Argentero: “Io vaccinato, ma capisco chi non lo fa”

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Luca Argentero e Matilde Gioli, protagonisti della serie, ci hanno raccontato l'esperienza sul set della seconda stagione
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ROMA – Dopo il successo della prima stagione, con oltre 8 milioni di spettatori incollati davanti lo schermo, arrivano, dal 13 gennaio su Rai 1, i nuovi episodi di ‘Doc – Nelle tue mani’. Il medical drama, ispirato alla vera storia del dottor Pierdante Piccioni. Protagonista della serie è Andrea Fanti (Luca Argentero), primario del reparto di Medicina Interna del Policlinico Ambrosiano, freddo e distaccato, che, a seguito di un colpo di pistola perde dodici anni di memoria. Tra i ricordi svaniti c’è anche il più drammatico, la morte del figlio, che ha sgretolato la sua famiglia e lo ha reso duro e impassibile. La perdita della memoria lo porterà a ricostruire la sua vita e cambiare l’approccio alla cura, adottando un metodo empatico nei confronti dei pazienti. Attorno a lui ‘la squadra’, fatta di specializzandi e strutturati, alle prese con vicende personali e casi medici complessi da risolvere.

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Nella seconda stagione del medical drama, Doc e i suoi colleghi dovranno affrontare un virus sconosciuto proveniente dalla Cina: nelle corsie del Policlinico Ambrosiano arriva il Covid. “La realtà supera sempre la finzione. Chi l’ha vissuto in prima persona (i medici in prima linea ndr) parla di una vera e propria trincea, e le settimane passate sul set a raccontare l’emergenza, quella vera, sono state abbastanza per capire che la realtà deve essere stata davvero forte”, ha dichiarato Luca Argentero intervistato dall’agenzia Dire.

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“Per un mesetto abbondante noi abbiamo girato con le tute, la doppia mascherina, doppi guanti, la visiera e ci siamo resi conto facendolo per gioco, perché noi stiamo giocando a fare i medici, di cosa possono avere provato invece coloro che hanno dovuto veramente lavorare in quelle condizioni di estrema difficoltà, quando non si poteva neanche bere nonostante il caldo e il sudore sotto le tute”, ha raccontato Matilde Gioli, una della protagoniste della serie, alla Dire, rivivendo l’esperienza sul set. “È stato molto importante per me recitare il ruolo di un medico impegnato sul fronte covid, e chiaramente la mia stima nei confronti di questa categoria è aumentata ancora di più. Spero che vedere il nostro racconto, che posso assicurare è stato fatto cercando di essere veramente aderenti alla realtà (affiancati da medici veri che hanno vissuto realmente questa situazione), possa essere per gli spettatori uno spunto di riflessione per rendersi conto di che momentaccio è stato quello per chi era in prima linea”.

Nei nuovi episodi non ci sarà però solo il Covid, che verrà vissuto attraverso dei flashback. La seconda stagione di ‘Doc’ parlerà “di una nuova normalità- spiega Argentero- i medici del Policlinico Ambrosiano sono alle prese, come tutti noi, con le conseguenze di questi ultimi due anni: pratiche, ma anche emotive e psicologiche, soprattutto per gli addetti ai lavori. Ci sono tante conseguenze di quel periodo così intenso, così stressante, e quindi arrivano nuove figure in reparto. C’è l’ascesa alla ribalta dei virologi, le nuove star delle tribune televisive. Il mondo sta cambiando e si sta evolvendo in una normalità alla quale dobbiamo tutti piano piano abituarci”.

Doc è stato protagonista nei mesi scorsi di uno spot a favore della campagna vaccinale. Come si pone Luca Argentero sulla questione, anche alla luce del boom di contagi dovuti alla variante Omicron e alle nuove regole previste dal Governo? “Io mi sono vaccinato, ma rispetto e capisco le paure di chi invece non se la sente di fare questa scelta– ha dichiarato-, anche perché credo ci sia ancora una certa confusione rispetto a chi fa informazione, che non ha gestito sempre in modo appropriato un argomento così difficile”.

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