Puglia, Lopalco: “Commissariare sanità? Richiesta bizzarra”

"Nella prima ondata si è addirittura parlato di 'modello Puglia', ma a settembre il 99% dei pugliesi era suscettibile al virus"
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BARI – Per l’assessore regionale alla sanità della Puglia Pier Luigi Lopalco commissariare il settore, come chiesto oggi in Aula da alcuni consiglieri regionali di minoranza, “è bizzarro, perché quello che deve essere osservato sono i risultati”. “Nella prima ondata, nonostante tutto il lavoro che è stato messo in campo e per il quale, lo posso dire anche con cognizione di causa, da parte di tutti gli esperti si è addirittura parlato di “modello Puglia”. Perché il modello di tracciamento, il modello epidemiologico che abbiamo messo su in Puglia in pochissimo tempo è stato preso anche a modello dai miei colleghi di altre Regioni blasonate.

Nella prima ondata – ancora Lopalco – siamo stati fortunati, hanno detto che la Puglia è stata fortunata, il Meridione è stato fortunato, perché c’è stato il lockdown che ci ha protetto. In parte è vero, però in quella fase noi siamo stati in grado di mettere su un sistema che e’ stato preso a modello da tante regioni del Nord. Poi è arrivata la seconda ondata” dove “partivamo, come Puglia, sullo stesso nastro di partenza perché non eravamo protetti da lockdown né da alcuna misura differenziale con le altre regioni”. E poi “dal punto di vista del rischio epidemiologico, la nostra regione era paradossalmente maggiormente a rischio delle regioni del nord, che avevano già avuto la prima ondata”, ha spiegato l’epidemiologo aggiungendo che “a settembre, il 99 per cento dei pugliesi era suscettibile al virus, perché la prima ondata era stata molto lieve. Quindi, a parità di partenza e con una quantità di risorse, in termini di personale e di strutture, decisamente inferiore alle regioni del Nord, noi abbiamo affrontato la seconda ondata”.

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LOPALCO: “IN PUGLIA TASSO DI MORTALITÀ PIÙ BASSO CHE ALTROVE

“Quando noi andiamo a fare il calcolo della mortalità, la regione Puglia è agli ultimi posti in Italia. Su venti regioni il tasso di mortalità, se non ricordo male, a seconda del periodo considerato siamo quartultimi o quintultimi, cioè significa che davanti a noi ci sono tassi di mortalità in quindici regioni italiane su venti che sono più alti del nostro. Quindi, respingo al mittente quel tipo di considerazione”. Lo ha detto Lopalco intervenendo nel corso dei lavori del consiglio regionale evidenziando che “il forte stress subito dalle strutture ospedaliere” durante la seconda ondata pandemica, non ha comportato disagi perché “non c’è stato un giorno nella nostra regione che noi abbiamo tenuto i malati fuori dalla Terapia intensiva, che non abbiano trovato un posto in Terapia intensiva. Situazione che non si è verificata in molte regioni molto blasonate del Nord Italia”. “Pur essendo deficitari in termini di piante organiche, se noi andiamo a fare il confronto con l’Emilia-Romagna che ha 15.000 operatori sanitari in più a parità di popolazione, abbiamo sopportato l’ondata”, ha evidenziato.

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