Gli articoli della Dire non sono interrotti dalla pubblicità. Buona lettura!

Lavoro, D’Alessandro (Unicusano): “Quesito art. 18 ritenuto manipolatorio”

ROMA - Sulla decisione della Consulta di bocciare
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print


ROMA – Sulla decisione della Consulta di bocciare il referendum abrogativo sull’articolo 18 “probabilmente ha pesato il fatto che i promotori hanno proposto un referendum dal tasso manipolativo notevole. Si chiedeva infatti non solo l’abrogazione integrale dell’intera legge conosciuta come Jobs Act, ma anche di parti dell’articolo 18 contenuto nella legge 300 del 1970″. Questa l’opinione di Giovanni D’Alessandro, docente di Diritto pubblico all’Università Niccolò Cusano, commentando il parere dato dalla Corte Costituzionale in riferimento ai quesiti abrogativi.

“La richiesta- spiega- era costruita in modo tale da far risultare una serie di vincoli alla disciplina non organici alla disciplina stessa“. In sostanza, evidenzia D’Alessandro, “si voleva ottenere una disciplina completamente stravolta”. In generale “nella giurisprudenza il referendum manipolativo è ammesso, in linea di principio, ma ci sono dei limiti a questa manipolazione: non si può procedere quando la norma che risulta dopo l’abrogazione stravolge completamente il senso iniziale della disposizione. Probabilmente- conclude il docente dell’Unicusano- questo è stato il caso dell’articolo 18″.

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Agenzia DIRE - Iscritta al Tribunale di Roma – sezione stampa – al n.341/88 del 08/06/1988 Editore: Com.e – Comunicazione&Editoria srl Corso d’Italia, 38a 00198 Roma – C.F. 08252061000 Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»