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Fini: “La Bossi-Fini? Inefficace. Ma è un deterrente”

"Va ricordato- ha spiegato Fini- che con la legge vigente il reato di immigrazione clandestina è un reato penale, ma nessuno finisce in carcere per questo"
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ROMA – “Si fa tanto rumore per nulla. Anche il Governo si è reso conto che sarebbe controproducente depenalizzare un reato che tanti altri Paesi considerano tale, soprattutto in questo periodo”. Così Gianfranco Fini, ex presidente della Camera, intervenuto ai microfoni di Radio Cusano Campus, l’emittente dell’università degli studi Niccolò Cusano (www.unicusano.it), nel corso del format ‘Ecg Regione’.

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“Va ricordato- ha aggiunto Fini- che con la legge vigente il reato di immigrazione clandestina è un reato penale, ma nessuno finisce in carcere per questo. Si viene condannati ad una sanzione amministrativa che non viene quasi mai pagata, ma che rappresenta un deterrente. Alfano ha detto che questa legge non funzionò? Non ha torto, nel senso che non si può dire che l’introduzione del reato abbia avuto un effetto salvifico, ma certamente è un deterrente, al di là del risultato effettivo. Molto spesso quando si parla dell’espulsione del clandestino, poi, si dice una cosa giustissima ma molto complicata da praticare. Se mi aspettavo una maggiore efficacia giuridica da questa legge? No, perché i timori avanzati nei confronti di questa norma, che sostanzialmente non raggiunge l’obiettivo, erano presenti anche quando si discusse dell’introduzione nella Bossi-Fini del reato di immigrazione clandestina, anche perché nel testo iniziale non era prevista, fu poi voluta da Maroni. Non ne disconosco la paternità perché non ce l’ho, il testo iniziale non prevedeva questa fattispecie di reato. Nessun clandestino comunque finisce in carcere”.

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