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Precipita da 15 metri, operaio muore a Monterotondo

casco operaio morti bianche
L'incidente in provincia di Roma, l'ira dei sindacati: "Servono sanzioni più cogenti per le imprese"
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ROMA – È morto sul colpo dopo essere precipitato da un’altezza di 15 metri, mentre era impegnato con i lavori sulla grondaia di un capannone industriale a Monterotondo, alle porte di Roma. L’ennesimo incidente mortale si è verificato ieri, nella tarda mattinata, quando l’uomo avrebbe messo un piede su un lucernario, che non avrebbe retto al peso. Sul posto sono intervenuti gli uomini del 118 e un’eliambulanza, ma per il 36enne non c’è stato nulla da fare.

Sulla tragedia è intervenuto l’assessore al Lavoro della Regione Lazio, Claudio Di Berardino: “Desidero fare a nome mio e delle Regione Lazio le condoglianze alla famiglia dell’operaio di 36 anni morto in un capannone industriale in via Leonardo Da Vinci, a Monterotondo, vicino Roma, mentre stava eseguendo dei lavori di manutenzione sul tetto. Nell’anno che sta per concludersi purtroppo gli incidenti mortali sul lavoro nel Lazio sono stati nella maggior parte dei casi per cadute dall’alto. Per questo come assessorato siamo impegnati in un Tavolo già avviato insieme con le parti sociali e le Istituzioni competenti per completare già nella prossima settimana un vademecum in materia di edilizia. Uno strumento con delle indicazioni ben precise per imprese e lavoratori da seguire per prevenire questo tipo di morti sul lavoro, che avvengono soprattutto in campo edile. Come Regione continuiamo a lavorare convocando per inizio settimana una riunione del Tavolo Salute e Sicurezza per definire un Protocollo sulla contrattazione preventiva relativa all’organizzazione del lavoro in sicurezza”.

SINDACATI: ENNESIMO VOLO DELLA MORTE, SANZIONI PIÙ COGENTI PER IMPRESE

L’ennesimo incidente sul lavoro, l’ennesimo volo della morte, l’ennesima tragedia che va ad aggiungersi a un elenco già troppo lungo ma che sarà destinato ad allungarsi all’infinito se non si deciderà di considerare la sicurezza sul lavoro un tema prioritario delle agende politiche e istituzionali”. Così, in una nota, la Cgil di Roma e del Lazio, la Cisl di Roma Capitale Rieti e la Uil del Lazio apprendendo dell’incidente avvenuto ieri a Monterotondo e che e’ costato la vita a un operaio di 36 anni.

“Lo abbiamo detto e ripetuto ‘usque ad nauseam’ – continuano i sindacati – Su questa delicata materia occorre passare dalla teoria delle dichiarazioni alla pratica delle azioni, prevedendo sanzioni più cogenti per le aziende che non rispettano normative e regole fino ad arrivare alla sospensione dell’attività, maggiori controlli e verifiche stringenti sul territorio attraverso il reclutamento di ispettori e tecnici, una seria formazione dei lavoratori, una banca dati nazionale che agevoli il lavoro delle Regioni, dell’Inail, delle ASL, dell’Ispettorato del lavoro. Ci aspettiamo che politica e istituzioni non si limitino a esternazioni di solidarietà ma che convochino i sindacati nei tavoli già calendarizzati sul tema”.

“Nell’esprimere il nostro cordoglio e la nostra vicinanza alla famiglia e ai colleghi del giovane dell’operaio, confidiamo che le forze dell’ordine chiariscano al più presto le dinamiche dell’accaduto”, concludono. 

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

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