Gli articoli della Dire non sono interrotti dalla pubblicità. Buona lettura!

Landini contro il Governo: “Disuguaglianze aumentano, tutto il paese scioperi il 16”

"Quando sei povero pur lavorando vuol dire che c'è un modello sociale che non sta funzionando"
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

BARI – “Le diseguaglianze sono aumentate, mi sembra sotto gli occhi di tutti. Quando il 90% dell’Irpef lo pagano i lavoratori dipendenti ai pensionati e l’85% di chi ha una pensione è un reddito e sotto i 35.000 euro questo mi sembra sotto gli occhi di tutti”. Lo ha detto da Bari, il segretario della Cgil Maurizio Landini.

Quando sei povero pur lavorando vuol dire che c’è un modello sociale che non sta funzionando e quando i giovani se ne devono andare dal nostro paese come sta succedendo e non si inverte questa tendenza, credo che siano tutti segnali che danno l’idea che bisogna prendere un’altra strada”, ha continuato.

“Le nostre richieste sul fisco, sulle pensioni, sulla precarietà, sono piattaforme unitarie presentati al governo- ha evidenziato – Noi continuiamo a sostenere quelle piattaforme unitarie che abbiamo presentato, noto poiché la Cisl ha deciso di manifestare sabato, quindi se è in piazza anche lei vuol dire che non è così contenta di quello che il governo ha dato fino ad oggi e per noi il tema è unire il mondo del lavoro e soprattutto essere coerenti”.

“È una fase in cui non conta quello che dici conta completamente quello che fai e noi vogliamo che i lavoratori, le lavoratrici, i giovani, i pensionati, ci giudichino per quello che concretamente facciamo e oggi stiamo chiedendo a tutto il Paese il 16 dicembre di scioperare, di essere in piazza proprio perché è il momento di cambiare ed è il momento che il mondo del lavoro venga ascoltato per i problemi che e per lo sforzo che ha fatto in questo anno e mezzo di pandemia”, ha aggiunto Landini. 

SU FISCO PER GOVERNO PARTITA CHIUSA

Sul fisco “il governo ci ha detto che la partita è chiusa e la maggioranza non ha aperto una trattativa con le organizzazioni sindacali” ed è “la ragione per cui abbiamo proclamato lo sciopero”, ha proseguito Landini.

“Per fare la riforma fiscale bisogna aumentare le detrazioni, le decontribuzioni per i lavoratori, non una tantum ma strutturali, bisogna combattere l’evasione fiscale, bisogna che la rendita finanziaria sia tassata adeguatamente“, ha continuato spiegando che “quando un provvedimento da 100 euro all’anno di miglioramento fiscale per chi prende fino a 20.000 euro e da 6-7-800 euro a chi ha redditi di 3 o 4 volte superiori, significa che questa è una riforma ingiusta, non accettabile“.

“Noi vogliamo che le politiche economiche del governo tutelino le persone più bisognose e questo non sta avvenendo- ha proseguito il sindacalista- stiamo chiedendo che la riforma fiscale tuteli i salari e le pensioni più basse, di superare la precarietà nel lavoro, quindi di cancellare forme di lavoro precarie assurde e di prevedere un nuovo contratto unico di ingresso al lavoro che sia fondato sulla formazione e sulla stabilità, stiamo chiedendo che ci sia una vera riforma delle pensioni e stiamo chiedendo di rilanciare gli investimenti a partire dal Mezzogiorno, per creare lavoro e per essere in grado di avere un’idea di gestione dei processi di riorganizzazione che stanno invece determinando chiusure e licenziamenti. Chiediamo che gli otto miliardi vadano al lavoro e ai dipendenti“, ha ribadito. 

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Agenzia DIRE - Iscritta al Tribunale di Roma – sezione stampa – al n.341/88 del 08/06/1988 Editore: Com.e – Comunicazione&Editoria srl Corso d’Italia, 38a 00198 Roma – C.F. 08252061000 Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»