L’orsa Gaia (JJ4) è libera, Costa: “Oggi ha vinto il buon senso”

Il Consiglio di Stato ha accolto il nuovo ricorso per la liberazione dell'esemplare dal recinto di Casteller, a sud di Trento
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

ROMA – “Oggi ha vinto il buon senso e la libertà: il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso contro la cattura dell’orsa Gaia (JJ4). Non posso che ringraziare le associazioni che portano avanti queste battaglie che noi vogliamo sostenere e per le quali noi, attraverso l’avvocatura dello Stato, ci siamo costituiti al loro fianco. Gaia è un’orsa che a seguito ha tre cuccioli e la sua cattura sarebbe stata un enorme problema per la vita dei piccoli”. Sergio Costa, ministro dell’Ambiente, lo scrive su Facebook commentando la decisione del Consiglio di Stato che ha accolto il nuovo ricorso presentato da Enpa e Oipa per la liberazione dell’orsa Gaia/JJ4 dal recinto di Casteller accogliendo la sospensiva dell’ordinanza del presidente della Provincia Autonoma di Trento, Maurizio Fugatti che la condannava all’ergastolo in gabbia. “Molti di voi, ogni giorno sia pubblicamente che in privato mi chiedono di intervenire per liberare questi orsi. Fosse per me non solo lo avrei già fatto ma addirittura non sarebbero mai finiti in gabbia- dice Costa- Se io e il ministero dell’Ambiente avessimo gli strumenti per evitare questa ingiustizia, statene certi, lo avremmo gia’ fatto. Ma la Provincia di Trento è una provincia autonoma, il che significa che su molti temi puo’ agire, appunto, in autonomia, senza rendere conto al resto dello Stato. Cio’ non significa che io sia rimasto a guardare o che me ne voglia lavare le mani: non sarebbe giusto e non e’ nel mio spirito”.

LEGGI ANCHE: Il Tar di Trento conferma: “L’orsa Jj4 resti libera”. Enpa: “Ora fuori dalla gabbia anche gli altri”

“Il lavoro svolto per cercare di liberare gli orsi dal Casteller è stato molto intenso e non ha conosciuto un attimo di tregua- prosegue Sergio Costa, ministro dell’Ambiente- Ho mandato, per esempio, i Carabinieri della Cites per un sopralluogo su come venivano tenuti in gabbia gli orsi e ne è emersa una relazione agghiacciante. Ho scritto personalmente ai presidenti di Regioni di Friuli Venezia Giulia, Piemonte, Lombardia e Veneto per chiedere di aprire le porte delle loro aree protette e hanno risposto negativamente. Ho proposto al Presidente della Provincia autonoma di Trento soluzioni alternative come la liberazione degli orsi ma dotandoli di un radiocollare per monitorarne in ogni minuto gli spostamenti. Siamo stati al fianco delle associazioni e a tutte le iniziative legali che hanno intrapreso a difesa dei nostri orsi e oggi, finalmente, è stato ottenuto un primo, importante risultato che consente di tenere in libertà Gaia, ma il lavoro non finisce qui. Ho dato mandato al mio dicastero di creare una cabina di regia per affrontare il tema degli orsi in Trentino in modo sistematico, perché oggi si tratta di Papillon ma domani potrebbe essere qualche altro esemplare di questa splendida specie che per le ragioni piu’ astruse potrebbe essere braccato e rinchiuso anche lui”. Ciò detto, però “è tempo di trovare la giusta via per una pacifica convivenza fra uomini e orsi, due specie che abitano il nostro Bel Paese da lungo, lungo tempo”, conclude Costa.

LEGGI ANCHE: ‘Papillon’ torna in gabbia, l’orso M49 è stato catturato con una trappola a tubo

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Agenzia DIRE - Iscritta al Tribunale di Roma – sezione stampa – al n.341/88 del 08/06/1988 Editore: Com.e – Comunicazione&Editoria srl Corso d’Italia, 38a 00198 Roma – C.F. 08252061000 Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»