Covid, dal 21 dicembre in Emilia-Romagna tamponi rapidi gratuiti in farmacia

coronavirus tamponi
In regione arriva la possibilità di eseguire il test da soli sotto il controllo dei farmacisti, con risultati in 15 minuti
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BOLOGNA – Dopo i test sierologici, nelle farmacie dell’Emilia-Romagna arriva anche la possibilità di eseguire gratuitamente i tamponi rapidi. Dal 21 dicembre e fino al 30 giugno ci si potrà prenotare negli esercizi che hanno aderito al progetto, sulla base dell’accordo raggiunto tra Regione e Federfarma, Assofarm, Ascomfarma e Farmacie riunite. I cittadini potranno eseguire i tamponi da soli, con il controllo e l’aiuto del farmacista. L’esito arriverà in 15 minuti: in caso di positività, la persona dovrà eseguire il test molecolare per conferma e sarà presa in carico dalla sanità pubblica.

Col test sierologico, in cinque settimane sono state 300.000 le persone che hanno fatto l’esame: tra queste sono stati individuati 600 soggetti positivi al covid, messi subito in isolamento. Col tampone rapido “contiamo di avere numeri ancora maggiori”, afferma l’assessore regionale alla Sanità, Raffaele Donini, che ha presentato questa mattina l’iniziativa insieme al governatore Stefano Bonaccini e alle associazioni delle farmacie. Donini ci tiene però a mettere in chiaro che questa possibilità non va sfruttata come una ‘scappatoia’ per il Natale. “Se uno pensa di fare il tampone rapido per essere libero al cenone, dal 21 al 24 fa in tempo a prendere il Covid altre tre volte se non osserva le regole. Ricordo che al di là di ogni dpcm, ordinanza o decreto, il covid ha imposto le sue regole fin da subito: si è a rischio se ci si assembra o non si porta la mascherina e il 5% dei positivi viene ricoverato”­. Così come i sierologici, anche i tamponi rapidi sono destinati al mondo della scuola: studenti, con i loro genitori, nonni e fratelli, personale docente e non docente, anche precari. Un bacino potenziale di circa due milioni di persone: la Regione rimborserà alle farmacie 16,76 euro per ogni test eseguito.

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“È un accordo unico in Italia– sottolinea Donini- è uno straordinario potenziamento dell’attività di screening su vasta scala e su uno strato consistente di popolazione in cui sappiamo quanto è stato diffuso il virus, non tanto per focolai scoppiati nelle scuole ma comunque coinvolgendo ragazzi e docenti”. In vista di gennaio, aggiunge l’assessore, “è un’arma in più per la sanità per tentare di arginare il più possibile la curva epidemica”, anche in vista di una possibile terza ondata. “Siamo impegnati in uno sforzo importante- rivendica Bonaccini- dallo screening sierologico abbiamo avuto risultati confortanti, ci aspettiamo da questa nuova misura un’ulteriore azione di contrasto” alla diffusione del covid. Il tampone si potrà eseguire una volta al mese: non possono farlo né i contatti stretti di positivi né le persone che hanno sintomi. “La campagna di screening sierologico è stata un’esperienza incredibile, che non ha precedenti- afferma Achille Gallina Toschi, presidente regionale di Federfarma- è stato fondamentale aver identificato quei 600 positivi, che non hanno generato focolai”.

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A breve sarà pubblicato l’elenco delle farmacie che aderiscono al tampone rapido. “Saranno oltre il 70%“, assicura Gallina Toschi: alla campagna col sierologico aderirono 937 esercizi. “Utilizzeremo i test validati e indicati dalla Regione- spiega ancora Gallina Toschi- i farmacisti aiuteranno i cittadini perché la modalità di esecuzione sia corretta”. Sono comunque previste procedure di sicurezza. “Le farmacie hanno dimostrato di essere un presidio fondamentale e capillare sul territorio- rivendica Gallina Toschi- i farmacisti quest’anno hanno davvero tutto. Il percorso sui tamponi rapidi ha avuto qualche problema, ma siamo pronti a partire. E per il futuro siamo sicuri che la Regione saprà cogliere la disponibilità delle farmacie anche per altre attività, come il monitoraggio dell’aderenza alla terapia per i pazienti cronici e la distribuzione di tutti i farmaci”. Per Ernesto Toschi, presidente di Assofarm, “la pandemia ha fatto venire a galla alcune lacune, ma Emilia-Romagna ha già iniziato a dare risposte e l’accordo di oggi ne è una dimostrazione”. Per il futuro, aggiunge, “dobbiamo potenziare l’assistenza sanitaria territoriale e il ruolo delle farmacie”.

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