Bonaccini: “La terza ondata ci sarà, impegniamoci perché sia lieve”

stefano bonaccini
Il presidente della Regione Emilia-Romagna invita alla cautela, anche se il Governo dovesse rivedere le regole sul Natale: "Ok, ma solo per persone bisognose"
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

BOLOGNA – Per Stefano Bonaccini il problema “non è la terza ondata sì o no. Il tema è quale terza ondata”. Perché, afferma il presidente dell’Emilia-Romagna e della conferenza delle Regioni, “se è una terza ondata con un aumento della curva epidemiologica molto alta è un bel problema, se fosse molto lieve sarebbe tutt’altra cosa”.
In ogni caso appare “probabile” a quanto affermano gli esperti che la terza ondata ci sarà. E secondo Bonaccini non bastano i divieti a fermarla. “Noi dobbiamo chiedere alle persone comportamenti responsabili- dice il presidente, stamane su Radio Capital-. Tocca anche ad ognuno di noi, al di là dei provvedimenti o delle scelte delle istituzioni, non bisogna scherzarci perché avete visto cosa significa”.

LEGGI ANCHE: Bonaccini: “L’Emilia-Romagna è gialla, ma basta un niente per ricadere”

Bene l’apertura del Governo sugli spostamenti a Natale e Capodanno. Ma la questione per Stefano Bonaccini resta non lasciare soli gli anziani e le persone bisognose nei piccoli centri: non si tratta di spostare “intere famiglie”, cosa che secondo il presidente dell’Emilia-Romagna e della conferenza delle Regioni non va assolutamente fatta. “Condivido la gran parte delle misure che il Governo ha adottato- ha ribadito oggi su Radio Capital- perché tutto ci possiamo permettere meno che rischiare di riprecipitare in una curva dei contagi che si rialzi. L’Emilia-Romagna è stata zona arancione solo per una ventina di giorni. Se siamo tornati zona gialla è grazie alle misure restrittive”.

LEGGI ANCHE: Bologna, Bonaccini contro i negazionisti: “Chi nega il Covid è un irresponsabile”

Bonaccini ribadisce la sua richiesta per i tre giorni festivi (Natale, Santo Stefano e Capodanno) in cui non ci si può spostare dal proprio Comune. “A Roma, Milano o Bologna- ricorda- ci si può spostare di decine di chilometri per pranzare magari col papà o il nonno solo. Ma abbiamo casi, essendo l’Italia un paese di piccoli o piccolissimi Comuni, in cui non si possono fare 500 metri perché c’è il confine. Non dico che bisogna dare il via libera a tutti, sarei un irresponsabile, ma in alcuni casi di ricongiungimento famigliare, per non lasciare solo una persona anziana o bisognosa, mi pare che il buon senso potrebbe spingere a quello che mi pare il presidente del Consiglio stia valutando”. Ma Bonaccini sottolinea, ancora: “Non mi permetto di dire al Governo cosa deve fare, ho detto solo di valutare quale può essere un criterio molto semplice e non che permetta di fare spostare masse di persone per permettere in casi particolari che una persona non rimanga da sola”. “Siccome è difficilissimo normare queste cose quando il tema è prendere decisioni uniformi- afferma ancora il presidente regionale- comprendo perfettamente la difficoltà, infatti non ho chiesto di rivedere le misure restrittive che il Governo ha preso, assolutamente”. Quanto ai ricongiungimenti nei piccoli comuni “se sarà possibile credo che sarebbe utile, se non sarà possibile non possiamo metterci a litigare per queste cose”.

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Agenzia DIRE - Iscritta al Tribunale di Roma – sezione stampa – al n.341/88 del 08/06/1988 Editore: Com.e – Comunicazione&Editoria srl Corso d’Italia, 38a 00198 Roma – C.F. 08252061000 Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»