Ex Ilva, ArcelorMittal annuncia la cassa integrazione straordinaria per 3500 lavoratori

I sindacati: "É giunto il momento di fare chiarezza sul futuro ambientale, occupazionale e industriale di un sito di interesse strategico per il Paese"
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BARI – “L’azienda ha informato le organizzazioni sindacali che in seguito al rigetto dell’istanza avanzata dei commissari di governo Ilva in amministrazione straordinaria di proroga lo spegnimento di Afo due, a breve invieranno le stesse l’avvio della procedura di cassa integrazione straordinaria per 3500 unità“. È il contenuto di una comunicazione che ArcelorMittal ha inviato alle sigle sindacali all’indomani della decisione del tribunale di Taranto che ha rigettato la richiesta di proroga per le attività dell’altoforno 2 presentata dai commissari straordinari del siderurgico.

“Nelle 3500 unità sono compresi 1273 che sarebbero stati collocati in Cigo”, conclude la nota.

I SINDACATI: “NECESSARIO FARE CHIAREZZA SUL FUTURO AMBIENTALE, OCCUPAZIONALE E INDUSTRIALE DELL’EX ILVA”

“È giunto il momento da parte del governo e di Ilva in amministrazione straordinaria, unici proprietari dello stabilimento siderurgico, di fare chiarezza sul futuro ambientale, occupazionale e industriale di un sito di interesse strategico per il Paese”. È quanto chiedono Fim, Fiom e Uilm dopo l’annuncio di ArcelorMittal dell’apertura della procedura di cassa integrazione straordinaria per 3500 lavoratori, in seguito alla decisione del tribunale di Taranto sull’Afo 2.

Fim Fiom e Uilm hanno rigettato la comunicazione avanzata dalla multinazionale e già a partire da domani, in occasione dell’incontro ministeriale, chiederanno “con forza di fare chiarezza su una procedura di cassa integrazione che sostituirebbe di fatto l’attuale Cigo per una crisi congiunturale con la Cigs facendolo diventare un problema di carattere strutturale”.

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11 Dicembre 2019
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