A Bologna arriva il portone d’acciaio anti occupazioni. E funziona

Sotto le Due torri nel 2018 ci sono stati 89 tentativi di occupare abusivamente gli alloggi pubblici Acer: 52 sono stati sventati
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BOLOGNA – Le occupazioni, almeno nelle case popolari di Bologna, sono quasi ‘estinte’. Alla data di oggi ne rimangono in corso appena due, mentre sono in tutto 21 gli appartamenti Erp liberati dall’1 gennaio di quest’anno. Ma soprattutto, sembra che sia stato individuato negli ultimi mesi un sistema per evitare nuove occupazioni: stando ai dati forniti ieri da Acer sono stati ben 89 quest’anno i tentativi di occupare abusivamente alloggi del patrimonio edilizio pubblico. Da metà 2017, cioè da quando è stato adottato, questo sistema ha permesso di sventare 52 tentativi di occupazione degli alloggi.

Un portone d’acciaio per ogni appartamento vuoto

Di cosa si tratta? In forza di un accordo di noleggio con una società specializzata, Acer fa installare in ogni appartamento vuoto, perchè appena ristrutturato o in seguito ad uno sfratto, porte in acciaio speciali. Le barriere vengono montate in appena 15 minuti insieme a pannelli che servono a ‘murare’ anche le finestre più esposte. La fornitura anti-occupazione comprende anche allarmi wireless.

“Annullato il problema delle occupazioni abusive”

In questo modo “abbiamo annullato il problema delle occupazioni abusive. Siamo partiti da una trentina di occupazioni segnalate, oggi siamo sotto le cinque”, afferma Alessandro Verdiani di Vps, la società di cui si avvale Acer. Il bilancio dell’esperienza è stato illustrato ieri pomeriggio all’Archiginnasio nel corso di un incontro di studio su case Erp e periferie organizzato oggi da Federcasa, padrone di casa il presidente Acer Alessandro Alberani.

“Bologna ha fame di affitti a basso costo”

Ma gli 89 tentativi di entrare abusivamente in una casa Acer raccontano di un bisogno che indubbiamente c’è. “La nostra città– ha detto al convegno l’assessore comunale alla Casa Virginia Gieri- ha fame di locazione a basso costo. Mi dispiace che non ci sia il ministro Toninelli (era invitato all’incontro dell’Archiginnasio, ndr). Sull’edilizia pubblica abbiamo bisogno di un intervento importante“. Elisabetta Gualmini, titolare della delega alla casa in Regione, ha rivendicato le modifiche alle norme sull’Erp, introducendo turnover, canone oggettivo e residenza storica (minimo tre anni). “La nostra riforma è tra le più apprezzate, anche se non dagli inquilini dell’Erp”, sottolinea.

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