Incendio in un campo profughi del Libano, muoiono sette bambini

Unhcr: 'Il terribile incidente rivela le difficili condizioni in cui vivono i profughi siriani'
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ROMA –  Un incendio in un campo di profughi siriani in Libano, la scorsa settimana, ha causato la morte di sette bambini e il ferimento di altre dieci persone, subito trasportate in ospedale per le ustioni riportate. Il rogo, che ha distrutto 35 tende in cui trovavano rifugio circa 160 persone, sarebbe scoppiato a causa di una bombola del gas difettosa.

Il “terribile incidente”, come ha osservato l’Alto commissariato Onu per i rifugiati (Unhcr), ha messo in luce i limiti alle misure di sicurezza implementate nei campi profughi libanesi non ufficiali, nonché le difficili condizioni in cui vivono gli oltre 2 milioni di profughi siriani nel Paese.

Stamani il quotidiano ‘Daily Star’ riferisce che l’Unhcr ha già avviato i lavori per ricostruire alloggi più sicuri, fatti di legno e plastica su basamenti in cemento, mantenendo inoltre una distanza di sicurezza di due metri tra un alloggio e l’altro. Joseph Zapater, capo di Unhcr per la Valle della Bekaa – dove il campo è situato – ha assicurato al quotidiano libanese che l’agenzia Onu sta negoziando con le autorità locali la concessione di terreni aggiuntivi, per porre rimedio alla densità abitativa. Zapater ha inoltre riferito che la municipalità ha fornito alle famiglie sfollate un riparo temporaneo, cibo e assistenza, nonché predisposto i funerali per le vittime.

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