giovedì 8 Ottobre 2026

Domani scatta la verifica dell’età sui siti porno. Preparate webcam e documenti

Ma in realtà ogni piattaforma "terza" di controllo usa un diverso sistema, e non si sa ancora quale. Il pericolo è che i minorenni ora migrino su siti illegali e meno sicuri

ROMA – Tomorrow is the day. Da domani in Italia chi tenterà di accedere a un sito porno dovrà prima dimostrare di essere maggiorenne. Una misura imposta dall’Agcom. E poiché la sanzione prevista per i siti che non si adeguano, è pesante (multe fino a 250mila euro e oscuramento) con ogni probabilità da dal 12 novembre milioni di italiani si troveranno a dover superare un passaggio burocratico ignoto prima di accedere ai contenuti porno. Che forma abbia questo passaggio è il grande punto interrogativo della questione.

Il 31 ottobre l’Autorità ha pubblicato una lista dei portali coinvolti: dai colossi Pornhub e YouPorn alle piattaforme minori, fino a OnlyFans. L’annuncio ha spiazzato un po’ tutti, gli utenti ma anche le stesse aziende. Perché la norma italiana impone che la verifica dell’età non venga gestita dai siti porno, ma da “soggetti terzi certificati”. Ovvero aziende specializzate che dovranno garantire il cosiddetto “doppio anonimato”. In pratica, chi controlla l’identità non saprà a quale sito si vuole accedere, e il sito saprà solo se l’utente è maggiorenne, senza conoscerne i dati personali.

I controlli dunque saranno affidati a piattaforme private, e ogni sito sceglierà a chi affidarsi, pagando. Come funzionerà il controllo dell’età? Dipenderà tantissimo dalla piattaforma utilizzata. Alcune delle principali che si occupano di questo servizio – come spiega Il Post – chiedono un selfie o un video analizzato da un’intelligenza artificiale, altri l’upload del documento d’identità. E ovviamente sono facilmente aggirabili mostrando video o foto di adulti, ma soprattutto utilizzando una VPN, simulando connessioni da Paesi che non hanno vincoli.

Ed è chiaro che ci sarà, almeno all’inizio, una perdita considerevole di traffico. Il pericolo sottinteso è che l’utenza di minorenni (enorme) alla ricerca di porno gratuito e facilmente accessibile migrerà su siti meno sicuri e illegali. Disinnescando così il proposito della regolamentazione.

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