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Sanità, siglato accordo tra Iss e Agenzia Cooperazione Italiana

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ROMA – L’expertise sanitaria dell’Istituto superiore di sanità (Iss) messo a vantaggio delle azioni che animano i programmi in tutto il mondo dell’Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo (Aics). Al centro, una sempre crescente consapevolezza sulla centralità della salute, anche alla luce degli effetti della pandemia di Covid-19. Elementi cardine, questi, dell’accordo di collaborazione siglato oggi a Roma tra i due enti. A firmarlo il presidente dell’Iss, Silvio Brusaferro, e il direttore generale dell’Aics, Luca Maestripieri.

L’intesa, sottoscritta nella sede romana dell’Iss, non lontano dall’Università La Sapienza, è a titolo non oneroso e avrà una durata prevista di tre anni. Mira a favorire un’azione congiunta dei due enti pubblici nel settore della “salute globale”.

“Per l’Aics, che lavora con un approccio universalistico dello sviluppo umano centrato sulle persone, la salute è un diritto e, al contempo, condizione e opportunità per lo sviluppo” ha dichiarato Maestripieri. “Si tratta di un settore prioritario di intervento, che abbiamo integrato con tematiche quali l’uguaglianza di genere, i diritti dei minori e quelli delle persone con disabilità”.

Brusaferro ha evidenziato che “la pandemia rende ancor più evidente l’importanza di un approccio globale alla salute, perché nessuno è sicuro finché non siamo sicuri tutti”. Secondo il presidente dell’Iss, “la collaborazione con l’Aics si muove in questa prospettiva mettendo a fattor comune le diverse expertise dei due enti”.

BRUSAFERRO: CON AGENZIA COOPERAZIONE PER SALUTE GLOBALE

“Cooperare, scambiare informazioni, formare personale in tutto il mondo, condividere strumenti”. Parole chiave per affrontare i temi della salute globale, come “ci ha insegnato la pandemia di Covid-19”, secondo il presidente dell’Istituto superiore di sanità (Iss), Silvio Brusaferro. Il dirigente dell’Istituto, con quasi 90 anni di storia, è stato sentito dall’agenzia Dire a margine della firma di un accordo di collaborazione tra l’Iss e l’Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo (Aics).

“In passato abbiamo già sviluppato progetti con l’Aics” sottolinea Brusaferro, convinto che “mettere a sistema questo tipo di attività sia molto importante, perchè l’esperienza che l’Iss e il nostro Paese possono portare e condividere è molteplice”.

L’intesa con Aics è “preziosissima”, dice il presidente, in quanto risponde alla necessità di declinare in senso globale le sfide della salute emerse dalla pandemia. Tra i punti chiave, c’è anche la “preparedness”, la capacità di impedire o contenere l’emergere di future pandemie.

“Questo è un accordo quadro, ancora non entra nel merito”, premette Brusaferro. “Quello che è certo – afferma il dirigente in riferimento alla prevenzione della diffusione di nuove patologie infettive – è che questo è un elemento chiave, che può essere sviluppato solo a livello globale, come evidenziato dal Global Health Summit del G20 di Roma ma anche dalla stessa conferenza dei capi di Stato e di governo che si è svolta nella capitale pochi giorni fa”.

MAESTRIPIERI (AICS): RESTI AL CENTRO DELLA COOPERAZIONE

Anche dopo la pandemia di Covid-19, proprio alla luce della consapevolezza che è maturata grazie a questo evento, “la salute globale deve restare al centro delle azioni della cooperazione italiana nei Paesi in cui opera”. Così all’agenzia Dire il direttore dell’Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo (Aics), Luca Maestripieri, a margine della firma di un’intesa siglata oggi a Roma con l’Istituto superiore di sanità (Iss).

“Collaboriamo da anni con l’Istituto – sottolinea Maestripieri – e la tempistica di questo accordo è perfetta perchè la pandemia ha messo sotto gli occhi di tutti l’importanza della salute globale”. Il direttore parla nel museo dell’Iss, poco dopo la sottoscrizione dell’intesa, firmata insieme al padrone di casa, il presidente Silvio Brusaferro. Nella sala espositiva dell’Istituto scorrono le immagini che testimoniano l’evoluzione della lotta contro la malaria, patologia un tempo molto presente in diverse aree rurali del nostro Paese contro cui l’Istituto si batte fin dalla sua fondazione, nel 1934.

Oggi, stando a i dati dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), la malattia continua a provocare circa 400mila morti all’anno, per lo più tra i bambini dei Paesi in via di sviluppo. “L’Aics è da sempre impegnata in azioni di sostegno al contrasto delle malattie più radicate, come la malaria appunto, ma anche contro l’Hiv” sottolinea il direttore. Convinto che il Covid-19 non ha dirottato le energie della cooperazione in questo senso “ma anzi ha rafforzato la nostra decisione nel lottare contro le altre patologie diffuse nei Paesi dove operiamo”.

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