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Il 77% dei risparmiatori conosce i prodotti finanziari sostenibili e il 18% li ha già scelti

Indagine realizzata dal Forum per la Finanza Sostenibile, in apertura settimana SRI
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ROMA – La decima edizione della Settimana SRI, il principale evento in Italia sulla finanza sostenibile, si apre con un approfondimento sui nuovi orientamenti dei risparmiatori, tra emergenza sanitaria e ripresa economica. ‘Il 77% dei risparmiatori conosce i prodotti finanziari sostenibili e il 18% li ha già scelti, constatandone la validità. I risultati della ricerca presentata in apertura della Settimana SRI delineano un quadro molto positivo del mercato retail, che ci fa guardare al futuro con grande ottimismo e conferma l’importanza del lavoro di sensibilizzazione ed educazione finanziaria svolto in questi 20 anni di attività dal Forum per la Finanza Sostenibile‘, dichiara il presidente del Forum per la Finanza Sostenibile Gian Franco Giannini Guazzugli, presentando nel corso del convegno di apertura, a cui ha partecipato anche il ministro delle Infrastrutture e della mobilità sostenibili Enrico Giovannini, i risultati della ricerca ‘Finanza sostenibile in tempo di crisi: la percezione dei risparmiatori’, condotta dal Forum per la Finanza Sostenibile in collaborazione con BVA Doxa.

I DATI DELLA RICERCA

L’indagine ha coinvolto mille investitori e risparmiatori over 25 anni che hanno investito nell’ultimo anno almeno mille euro: circa la metà sta cambiando le proprie abitudini finanziarie e il 77% conosce in modo più meno approfondito gli investimenti sostenibili e responsabili (SRI). Il 18% degli intervistati ha già sottoscritto prodotti SRI; di questi, il 35% ha incrementato la quota di investimenti sostenibili a seguito della pandemia e il 57% pensa di farlo in futuro. La ricerca è stata realizzata con il sostegno di Etica Sgr, J.P. Morgan Asset Management, Natixis Investment Managers, Sella SGR.

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La ricerca ‘Risparmiatori, pandemia e sostenibilità: le principali evidenze’ sul fronte delle Abitudini di investimento in tempo di pandemia rileva che ‘nel biennio 2020-2021 è emerso un nuovo scenario di riferimento: se da un lato sono aumentati gli individui che vivono in povertà assoluta (9,4% secondo l’Istat, contro il 7,7% nel 2019), dall’altro una parte significativa degli italiani ha incrementato la quota dei propri risparmi e investimenti rispetto al consueto (27% degli intervistati)’.

COME LA PANDEMIA HA CAMBIATO LE ABITUDINI FINANZIARIE DEI RISPARMIATORI

Inoltre, ‘quasi la metà dei risparmiatori ha modificato o sta modificando in modo rilevante le proprie abitudini finanziarie a seguito dell’emergenza sanitaria e della conseguente crisi economica. I principali cambiamenti riguardano: la finalità dell’investimento, orientato ad accantonare somme più elevate per il futuro della propria famiglia (40%), l’attenzione crescente alle informazioni sui mercati e sulla situazione economica (28%) e la definizione del profilo di rischio e dell’orizzonte temporale degli investimenti (23%)’. Ciò detto, ‘si conferma il trend della maggiore prudenza: il 66% dei risparmiatori intervistati predilige investimenti a basso rischio (erano il 55% nel 2018). Crescono inoltre il bisogno di consapevolezza e controllo sui propri investimenti e la necessità di affidarsi a consulenti esperti (dichiarano di farlo 7 intervistati su 10; quasi 9 su 10 se si considerano i soli sottoscrittori di prodotti SRI’. In generale, ‘un risparmiatore su due ritiene che la pandemia abbia reso finanziariamente più attrattivi alcuni settori, quali: farmaceutico (citato dal 65%), sanitario (63%), tecnologico o digitale (56%) e, in misura minore, energetico (35%) e mobilità elettrica (28%)’. A seguito della pandemia si è inoltre osservato ‘un aumento della digitalizzazione: il 43% dei risparmiatori ha incrementato l’utilizzo dei canali digitali per gestire i propri prodotti di risparmio e investimento. Il digitale non ha sostituito però i riferimenti fisici tradizionali, che rimangono predominanti soprattutto per la sottoscrizione di nuovi prodotti di risparmio e investimento’.

Per quel che riguarda gli investimenti sostenibili dalla ricerca ‘Risparmiatori, pandemia e sostenibilità: le principali evidenze’ emerge che ‘nel 2021 aumentano di 20 punti percentuali rispetto al 2019 i risparmiatori che conoscono o hanno almeno sentito parlare di investimenti sostenibili: in totale, sono il 77% degli intervistati. Cresce anche la quota di quanti hanno investito in prodotti SRI, o in aziende con precise politiche di sostenibilità sociale e/o ambientale: nel 2021 sono il 18%, contro il 14% del 2019′. Inoltre ‘per l’82% dei risparmiatori, nelle scelte di investimento i temi ESG sono molto o abbastanza importanti. L’ambiente rimane l’ambito predominante, anche se la pandemia ha contribuito ad aumentare l’attenzione alla sfera sociale (per quanto riguarda l’area governance, invece, non si rilevano variazioni)’. Chi già investe in prodotti SRI ‘dichiara di averne constatato la validità sul piano delle performance nell’esperienza diretta e di voler perseguire. Da quando è iniziata la pandemia, infatti, il 35% dei sottoscrittori ha incrementato la quota di investimenti sostenibili e il 57% pensa di farlo in futuro‘. I risparmiatori, poi, ‘notano una maggiore prontezza degli operatori finanziari sui temi della sostenibilità. Il 46% degli intervistati dichiara di ricevere dalla propria banca, assicurazione o consulente finanziario più informazioni sugli investimenti sostenibili rispetto al passato. Il 47% dei risparmiatori, inoltre, percepisce un aumento delle competenze e dell’attenzione a questi temi nel settore finanziario’. Rispetto al ruolo della sostenibilità in finanza e nell’economia, ‘il 44% degli intervistati ritiene che integrare (maggiormente) la sostenibilità ambientale, sociale e di governance tra i criteri che guidano le scelte strategiche delle aziende possa contribuire a una ripresa più rapida’. Per il 60% degli intervistati, poi, ‘la situazione legata al COVID-19 sta cambiando l’atteggiamento sulla sostenibilità di cittadini, imprese e istituzioni: per il 48% l’attenzione aumenterà, mentre per il 12% questa diminuirà’.

‘La ricerca presentata in apertura della Settimana SRI conferma il crescente interesse dei risparmiatori verso la sostenibilità e gli investimenti per la transizione. Quest’anno celebriamo i 20 anni di attività del Forum: i significativi risultati di questa indagine dimostrano l’importanza del lavoro svolto finora e ci incoraggiano a proseguire su questa strada, cercando sempre di anticipare gli scenari di un settore in rapida evoluzione’, dichiara il segretario generale del Forum per la Finanza Sostenibile Francesco Bicciato. ‘Da lungo tempo siamo impegnati attivamente ogni giorno nell’attività di stewardship rivolta, grazie alle nostre dimensioni nel mondo, a un numero considerevole di aziende, per indirizzarle e guidarle verso un cambiamento positivo riguardo alle tematiche della sostenibilità- commenta Lorenzo Alfieri, Country Head per l’Italia, J.P. Morgan Asset Management- Pertanto rilevare attraverso questo sondaggio che continua ad aumentare la consapevolezza nell’ambito della sostenibilità e soprattutto che gli investitori comprendono sempre più l’importanza delle iniziative intraprese a livello aziendale non può che farci piacere e rafforzare la nostra visione di un cambiamento positivo’.

Per Luigi Conte, Presidente, ANASF (Associazione nazionale consulenti finanziari), ‘la categoria contribuisce da sempre a rafforzare la sostenibilità e la robustezza di un modello socio-economico in continua evoluzione, incoraggiando i cittadini a intraprendere scelte consapevoli e coerenti con una visione solidale del futuro. Per questa ragione noi consulenti finanziari sentiamo la responsabilità di coltivare un modello di formazione e informazione finalizzato a determinare i caratteri distintivi di un processo che riporti l’essere umano al centro della scena’. Dalla ricerca, aggiunge Barbara Galliano, Deputy Country Head, Head of Retail Distribution, Natixis Investment Managers, ‘emerge una accresciuta sensibilità da parte dei risparmiatori in merito alle tematiche legate agli investimenti sostenibili, ma anche una necessità di supporto e informazioni per orientarsi. Natixis Investment Managers ha un ruolo attivo a livello internazionale nell’investimento responsabile, attraverso strumenti che possano fare la differenza in un mondo in trasformazione, corrispondendo a diversi approcci ESG o con obiettivi specifici di sostenibilità, nonché affiancando il lavoro dei consulenti in un percorso di conoscenza per favorire scelte di portafoglio sempre più consapevoli e condivise con i propri clienti’.

‘Come società di gestione del risparmio da sempre interamente focalizzata sulla finanza etica e responsabile siamo felici di vedere una crescita costante dell’interesse dei risparmiatori per soluzioni di investimento attente agli impatti ambientali e sociali- prosegue Roberto Grossi, Vice Direttore Generale, Etica Sgr– L’emergenza sanitaria che stiamo vivendo in questi anni ha sicuramente contribuito ad accrescere l’attenzione per gli aspetti della sfera sociale come la salute, i diritti dei lavoratori, il welfare. Nel nostro approccio olistico all’investimento questi fattori sono imprescindibili e devono sempre accompagnarsi a temi ambientali e di buona governance, al fine di ricercare un rendimento che sia positivo sia per il cliente sia per il Pianeta e la collettività’.

La ricerca ‘evidenzia il forte impatto della pandemia sulle scelte finanziarie delle risparmiatrici e dei risparmiatori italiani- dice Arianna Lovera, Senior programme officer, Forum per la Finanza Sostenibile– In un contesto caratterizzato da shock esogeni, come anche quelli legati al clima, l’integrazione degli aspetti ESG è essenziale per una efficace gestione dei rischi’. Negli ultimi anni ‘l’attenzione dei risparmiatori e dell’opinione pubblica, inizialmente focalizzata sulle tematiche ambientali, si è spostata verso il Sociale e la Governance, considerando la sostenibilità a livello globale- valuta Alessandro Marchesin, Amministratore Delegato, Sella SGR- Un nuovo ciclo economico e i piani di rilancio di gran parte dei Paesi del pianeta traineranno l’economia reale fortemente legata ai settori dell’innovazione, del rinnovamento energetico, delle infrastrutture, della salute’. I dati confermano che ‘l’attenzione dei risparmiatori ai temi della sostenibilità e più nello specifico a quelli della finanza sostenibile è in crescita- conclude Simone Pizzoglio, Partner, Head of BU Finance&Utilities, BVA Doxa- Occorre sostenere questo interesse aiutandoli a migliorare le loro conoscenze di base e più in generale l’educazione finanziaria. L’attenzione alla sostenibilità è e sarà un fondamentale driver della reputazione delle aziende e delle banche’. Il Forum per la Finanza Sostenibile e’ un’associazione non profit nata nel 2001. La base associativa è multi-stakeholder: ne fanno parte operatori finanziari e altre organizzazioni interessate all’impatto ambientale e sociale degli investimenti. La missione del Forum è promuovere la conoscenza e la pratica dell’investimento sostenibile, con l’obiettivo di diffondere l’integrazione dei criteri ambientali, sociali e di governance (ESG) nei prodotti e nei processi finanziari. Il Forum per la Finanza Sostenibile è membro di Eurosif, lo European Sustainable Investment Forum.

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