‘La forza delle donne’, il libro di Pannitteri racconta la violenza di genere ai giovani

Fedeli: "Dovrebbe essere letto nelle scuole"; Valente: "La sfida è culturale"
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la forza delle donne  ROMA – Si chiama ‘La forza delle donne’ l’ultimo libro della giornalista e scrittrice Adriana Pannitteri che, ispirandosi alla storia vera di Giordana Di Stefano, 20enne uccisa dal suo ex a Nicolosi in Sicilia nel 2015, vuole arrivare a ragazzi e ragazze per parlare di violenza maschile contro le donne, destinando anche parte del ricavato della vendita alla costruzione di una casa rifugio in Sicilia per accogliere le giovani che vogliono uscire dal circuito della violenza. Il volume, pubblicato da Perrone editore e presentato stamattina al Senato con la senatrice Valeria Fedeli, la presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sul femminicidio, Valeria Valente, e il magistrato del Tribunale di Roma, Valerio de Gioia, “nasce dagli stimoli che mi hanno dato i ragazzi che ho incontrato, dalle domande fatte sul libro precedente, e racconta una storia drammaticissima che volevo fosse estesa proprio a loro”.

La forza delle donne 1Sulla violenza di genere, infatti, Pannitteri torna dopo il suo primo romanzo pubblicato nel 2017 ‘Cronaca di un delitto annunciato‘, approfondendo il tema a partire dal dialogo con Vera Squatrito, la mamma di Giordana, che dopo il suo brutale femminicidio si è presa cura della figlia della giovane assumendo oltre al ruolo naturale di nonna quello di mamma.

PANNITTERI: “IMPORTANTE DISTINGUERE TRA PASSIONI E DELITTO PASSIONALE”

“In questo libro io racconto anche della Sicilia, quella della mia infanzia”, racconta Pannitteri che sottolinea poi il suo intento di “distinguere le passioni dall’idea del delitto passionale. Le passioni sono qualcosa di bello, pulito, è il desiderio di voler leggere un libro, ascoltare la musica, scalare una montagna. Delitto e passioni sono due parole che non possono stare insieme. I giovani questo problema lo avvertono e hanno una necessità incredibile di confrontarsi sulle loro fragilità- spiega- C’è una sorta di abbandono della parte emotiva della crescita dei nostri ragazzi e ragazze ed è questo il solco in cui si vanno a creare delle fragilità”. Le stesse che non fanno accettare delusioni e sconfitte, la fine di un amore, troppo spesso scambiato ancora col possesso.

La forza delle donne 2FEDELI: “‘LA FORZA DELLE DONNE’ ANDREBBE LETTO NELLE SCUOLE”

È un libro che dovrebbe andare in tutte le scuole, essere letto dagli adulti ma anche dalle ragazze e dai ragazzi perché insegna molto- osserva Fedeli- Insegna che quando ami rispetti, non condizioni la vita dell’altro, che volere bene é libertà. Un amore che finisce è una sconfitta, ma c’è sempre un pezzo della vita successivo da costruire e bisogna dare ai nostri ragazzi gli strumenti per gestire la rabbia affinché non si traduca in violenza, per conoscere e controllare i propri sentimenti di delusione, sconfitta e diniego”.

Quei no dietro cui si trincera spesso la marea assolutoria dei carnefici nel “processo” alle vittime di femminicidio che spesso si celebra sui giornali, quando l’informazione, “oltre che confrontarsi su fenomeno drammatici- avverte De Gioia- dovrebbe dedicare uno spazio alle storie che hanno avuto una risposta importante delle istituzioni, per dare la forza alle donne di affidarsi, di denunciare”.

VALENTE: “LE LEGGI CI SONO, LA SFIDA È CULTURALE”

La scommessa, infatti, è “culturale e parte dalle università che formano i giornalisti e gli scrittori, gli insegnanti, i giudici”, rincara Valente, sottolineando che “l’Italia è ormai dotata di un impianto normativo soddisfacente” e che “il tema vero è applicarlo in maniera corretta”.

“Volevo ringraziare Adriana per aver dato voce a Giordana- interviene in collegamento Vera Squatrito- Questo libro vuole dare una possibilità ai giovani di comprendere cos’e’ la violenza e prevenirla prima che sia troppo tardi. Grazie ad Adriana che con empatia mi ha saputo ascoltare e ha saputo dare il giusto significato alla storia di mia figlia. Per me e’ la possibilita’ che attraverso il racconto dell’atrocita’ che ha subito, tante altre ragazze possano essere salvate”.

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11 Novembre 2020
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