Azzolina: “Se la scuola chiude rischiamo disastro educativo e psicologico”

"Dove ci sono più limitazioni fuori, più la scuola diventa sicura dentro. Dobbiamo provare a tenerle aperte", dice il ministro dell'Istruzione
Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on email
Share on print

ROMA – “Gran parte della comunità scientifica ha confermato che i rischi a scuola sono minimi, perché in questi mesi la scuola si è preparata. E poi si devono valutare anche i rischi di tenerle chiuse: noi rischiamo un disastro dal punto di vista psicologico, educativo, sociologico. Quindi compatibilmente con la situazione epidemiologica dobbiamo provare a tenerle aperte“. Lo ha detto la ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina, in diretta a ‘Radio anch’io’ su Rai Radio1.

Un bambino che deve imparare a leggere e scrivere non può farlo da dietro uno schermo, quindi dobbiamo essere molto prudenti ma ricordando anche che i ragazzi hanno diritto ad una parte di normalità, essere motivati, svegliarsi e studiare- ha aggiunto-. Compatibilmente con la situazione epidemiologica, dobbiamo provare a tenere aperte le scuole, anche dove ci sono più limitazioni, perché più ci sono limitazioni fuori, più la scuola diventa sicura dentro. La scuola è la principessa delle attività produttive perché senza formazione questo Paese non ha futuro”.

LEGGI ANCHE: A scuola mascherina sempre obbligatoria dai 6 anni in su. Anche con il rispetto delle distanze

“CHIESTI DATI PIÙ PRECISI SU CONTAGI, AFFANNO ASL”

“I dati sul contagio sono in possesso delle Asl che li comunicano all’Istituto superiore della sanità che, a sua volta, ogni settimana pubblica un rapporto complessivo in cui ci sono anche i dati relativi alla scuola- afferma la ministra Azzolina-. Nell’ultimo rapporto il dato dei focolai negli istituti era il 3,5% sul totale. Sarebbe molto interessante avere dati più precisi sul numero dei tamponi effettuati e la percentuale di positività, la scuola è un formidabile strumento di tracciamento”.

Azzolina ha precisato di aver chiesto i dati all’Istituto superiore di sanità, aggiungendo però che “solo le Asl possono fornirceli, e in questo momento le Asl sono in affanno“.

“ARRIVANO 13 MLN TEST COVID RAPIDI, ORGANIZZARSI”

“Da metà agosto abbiamo chiesto test rapidi nelle scuole, che sono fondamentali per velocizzare il tracciamento e scoprire gli asintomatici- dice Azzolina-. Il commissario Arcuri ha comprato 13 milioni di test rapidi, ma è importante velocizzare le procedure per evitare di mandare in quarantena intere classi. Il problema è che si deve stabilire chi deve fare i test rapidi agli studenti e come devono essere fatti. C’è un protocollo stilato dall’Iss insieme al ministero dell’Istruzione e della Salute, ma quel protocollo andava bene prima, quando le Asl e il Paese non erano in affanno”.

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on email
Share on print

Leggi anche:

11 Novembre 2020
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»