A Roma stop assembramenti nel weekend: ‘moduli di contenimento’ in strade e piazze

Una circolare del Ministro dell'Interno ha sollecitato le prefetture d'Italia per evitare che nelle regioni a rischio epidemiologico 'giallo' le persone si riversino di nuovo in massa in strada
Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on email
Share on print

ROMA – Evitare gli assembramenti come quelli visti in Via del Corso o sul lungomare di Ostia nello scorso weekend, attraverso ‘moduli di contenimento delle presenze’. Questo l’arduo compito del Comitato provinciale ordine e sicurezza pubblica che ieri pomeriggio si è riunito anche nella Capitale, all’indomani della circolare del Ministro dell’Interno con cui sono state sollecitate tutte le prefetture d’Italia a trovare soluzioni per evitare che nel prossimo weekend, nelle regioni a rischio epidemiologico ‘giallo’ le persone si riversino di nuovo in massa in strada, disattendendo ancora alle raccomandazioni anti-contagio dell’ultimo Dpcm. 

LEGGI ANCHE: Coronavirus, Speranza firma l’ordinanza: cinque regioni in area arancione, la Campania resta gialla

Nella circolare del Capo di gabinetto del ministero dell’Interno Bruno Frattasi, la convocazione d’urgenza dei Comitati è stata sollecita per “per intervenire in modo efficace e tempestivo sulla prevenzione degli assembramenti, a seguito dell’elevato numero registrato sul territorio nazionale nell’ultimo fine settimana e delle preoccupanti percentuali di inosservanza dell’obbligo di utilizzo delle mascherine, al fine di programmare – si legge sul sito del Viminale – controlli più serrati e concordare con i sindaci l’utilizzo degli strumenti per il contenimento del fenomeno, in vista dei prossimi weekend. 

A partire dall’applicazione delle misure indicate nell’ultimo Dpcm sull’interdizione di strade o piazze potenzialmente interessate da assembramenti che può anche avvenire attraverso il contingentamento degli accessi. La circolare – si legge- richiama, sempre ai fini di una più efficace prevenzione degli assembramenti, la possibilità per i sindaci di far ricorso alla chiusura temporanea di specifiche aree pubbliche o aperte al pubblico in cui sia impossibile assicurare adeguatamente il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro”. 

LEGGI ANCHE: Qualche giorno e l’talia sarà tutta ‘rossa’

La riunione del Comitato romano, svolta in via telematica sotto il coordinamento del Prefetto Matteo Piantedosi, ha visto la partecipazione tra gli altri della sindaca di Roma Virginia Raggi, dell’assessore alla Sanita’ del Lazio, Alessio D’Amato, del comandante della Polizia locale di Roma Capitale, Stefano Napoli, oltre ai vertici delle forze dell’ordine capitoline. Per trovare la quadra attorno ai diversi input del Viminale, il comitato ha affidato al Questore di Roma, Carmine Esposito, il coordinamento di un tavolo tecnico che si terra’ oggi, in cui si studieranno dei cosiddetti ‘moduli di contenimento delle presenze‘. Proposte, che torneranno in Prefettura nella giornata di giovedì per essere vagliate prima del prossimo fine settimana. 

Secondo quanto si apprende, gli input del ministero dell’Interno, che ha visto disattendere a Roma e in altre città d’Italia le ‘raccomandazioni’ governative, puntano ora a cercare di trovare soluzioni che tengano conto di diversi aspetti: garantire la libertà di movimento dei cittadini, i diritti di ristoratori e commercianti, bilanciando il tutto con le esigenze di salute pubblica. Pertanto i ‘moduli di contenimento delle presenze’, nei luoghi ritenuti a maggior rischio assembramento, dovrebbero tener conto di una serie di parametri, come la specificita’ dei luoghi, la tipologia degli assembramenti e i flussi orari delle presenze. Facile ipotizzare dunque che le misure anti-antiassembramento che saranno adottate per il lungomare di Ostia non saranno le medesime delle vie dello shopping di Roma.

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on email
Share on print

Leggi anche:

11 Novembre 2020
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»